Alessandro Faiolhe Amantino, per tutti Mancini, resta uno dei simboli della Roma dei primi anni 2000. Con 222 presenze e 59 reti in giallorosso, il brasiliano è passato alla storia per quel colpo di tacco nel derby. Doppio ex della sfida di San Siro, Mancini ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere dello Sport sulla Roma e sugli obiettivi della formazione di Gasperini.
Sui ricordi legati alla sua esperienza nella Capitale, non ha dubbi: «I ricordi con la maglia della Roma sono tanti e bellissimi, ho vissuto un periodo meraviglioso. Non posso dimenticare la doppietta contro l’Inter nel 4-1 e nemmeno il 6-2 nella finale di Coppa Italia, ma la partita che metto al primo posto è un’altra: il derby rimane in cima alla lista perché è una gara importantissima e diversa dalle altre. Tra l’altro ho realizzato un gol meraviglioso, quindi non ci sono dubbi: quel derby resta unico».
Mancini: “L’allenatore a cui sono più legato è Capello”
Riflettendo sul valore di quella squadra: «Senza dubbio meritavamo di vincere qualcosa in più perché era una Roma che giocava a memoria, che faceva divertire la gente. Secondo me siamo arrivati anche a un punto in cui giocavamo il calcio migliore d’Europa. Avevamo una squadra molto organizzata, sapevamo tutto quello che dovevamo fare sul campo e poi potevamo contare su un allenatore molto forte come Spalletti. Anche se non è arrivato il quarto scudetto, abbiamo fatto vedere tante cose importanti».
Sull’importanza avuta dai suoi allenatori a Trigoria, il brasiliano divide i meriti tra Capello e Spalletti: «L’allenatore a cui sono più legato è Capello. Lo devo ringraziare per tutta la mia vita, nutro una profonda gratitudine perché lui mi ha dato la possibilità di giocare e di dimostrare il mio valore alla Roma. Però anche Spalletti sul campo mi ha fatto crescere tantissimo. Mi ha cambiato ruolo, mi ha messo a sinistra. Quindi devo ringraziare entrambi per aver creduto in me».
Mancini: “All’Inter non sono stato più il Mancini della Roma”
Passando all’analisi della parentesi all’Inter: «Per me è stato un piacere aver giocato con la maglia dell’Inter, con tanti campioni, ho avuto la possibilità di vincere lo scudetto. Il primo anno è stato molto positivo, ma poi non sono stato più il Mancini della Roma. Insomma, non ho avuto continuità. Ha inciso anche il cambio del modulo e poi io non stavo benissimo fisicamente».
Sul rapporto con José Mourinho durante l’era interista: «Mourinho non mi vedeva, ma ho comunque un buon rapporto con lui perché comunque in quel periodo era il numero uno. Ha vinto tanto in carriera, lo rispetto e abbiamo sempre avuto un rapporto trasparente».
Mancini: “A San Siro sarà show”
In vista del match di Pasqua a San Siro: «Penso che sarà una partita bella, divertente, è questo che mi auguro. Mi aspetto due squadre che giocano un calcio bello. Gasperini sta facendo un lavoro eccezionale con la Roma anche se la squadra nelle ultime partite un po’ è calata. I ragazzi hanno perso dei punti importanti, però credo che a San Siro sarà show».
Sull’assenza forzata di Wesley: «È un colpo duro anche perché è un giocatore che si è inserito bene nel sistema di gioco di Gasperini, sta facendo una grande stagione. Si è adattato subito all’ambiente di Roma. Poi arriva dal Brasile e venire a Roma è sempre particolare perché ti ritrovi in una città calda, con la temperatura giusta e i tifosi innamorati della squadra. Il suo percorso è molto simile a quello che ho fatto io quando giocavo in Italia. La sua assenza in Inter-Roma non è una qualsiasi, ma i giallorossi hanno una rosa profonda».
Mancini: “Ancora aperta la corsa per la Champions”
Sulle reali possibilità della Roma di agganciare il treno Champions: «Secondo me è ancora aperta la corsa per la Champions. Mancano tante partite di campionato e i punti in palio sono parecchi. La Roma ha ancora la possibilità di arrivare tra le prime quattro. I primi a crederci sono sicuramente i calciatori, Gasperini e l’intero staff tecnico e dirigenziale, ma è importante che la Roma in questo rush finale vinca più gare possibili per arrivare al traguardo».
Infine, sul possibile addio di Paulo Dybala a fine stagione: «Ritengo che Dybala non rimarrà più alla Roma, nelle ultime stagioni ha avuto sempre dei problemi fisici. Un giocatore come lui è importante tecnicamente, ha una qualità superiore alla media, ma è rimasto troppo tempo fuori a causa degli infortuni. Non sarà bello vederlo partire. Se andrà via, la Roma perderà qualcosa perché è un giocatore incredibile».






