L’ex giallorosso: “Dopo diciassette anni che vestivo questa maglia, non potevo proprio vedermi con una divisa diversa. Preferii smettere”
Bruno Conti, intervistato dal sito ufficiale della Roma, ha ricordato l’ultima partita da lui disputata all’Olimpico: āNon potrò mai dimenticare la faccia di mio padre, tifoso romanista, quando gli diedi la notizia che io – uno dei suoi sette figli – ero stato preso dalla Roma. Era lāuomo più felice del mondo. Andavo a giocare per la squadra del suo cuoreā.
“Non vi nascondo che, come per tutti i grandi giocatori, anche per me quellāultima stagione fu delicata. Ricordo il boato dello Stadio Olimpico al mio ingresso in campo in Roma-Bordeaux. Ricordo le voci dei tifosi che strillavano il mio nome. Devo ringraziare loro, se ho potuto avere quegli ultimi dieci minuti. Capii quel giorno che non avrei trovato più spazio in quella squadraā.
āInutile negare che, rivedendo il film di Francesco Totti, ho ripensato a quellāanno tormentato, culminato anche per me con il dilemma se proseguire con una nuova esperienza oppure legarmi per sempre a questi colori. Non mancarono le richieste da parte di altri clubā.
āMa io ero cresciuto nel vivaio della Roma e nella Roma avevo esordito con Nils Liedholm. Dopo diciassette anni che vestivo questa maglia, non potevo proprio vedermi con una divisa diversa. Preferii smettere. Organizzai il mio addio al calcio assieme a Gilberto Viti (storico segretario dellāarea organizzativa, ndr). Ć stato giusto cosƬ: io sono nato nella Romaā.
āMi piaceva allenare. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, feci quindi i corsi allāAcquacetosa e a Coverciano. La Roma mi chiamò e mi affidò i ragazzi del 79/80: Blasi, De Vezze, Moscardelliā.
āProvai una gioia indescrivibile. PerchĆ© puoi essere stato anche un bravo calciatore, ma quando si tratta di allenare, devi fare la gavetta. E cosƬ ĆØ stato per me. Quando poi Ermenegildo Giannini ā il papĆ del Principe ā lasciò il Settore Giovanile, la SocietĆ lo affidò a meā.
āA me piaceva allenare, ma non potevo dire di no alla Roma. CosƬ, mi sono calato in questo ruolo e mi sono tolto parecchie soddisfazioniā.
āOggi sono sempre qui. Sono onorato di portare ancora addosso questi colori. PerchĆ© qui si parla della ROMA. E la Roma ĆØ qualcosa che non si discute, ma si ama. Soprattutto per chi come me nella Roma ci ĆØ cresciuto. Sono orgoglioso di essere rimasto in questa grande famigliaā.



Io c’ero! Bellissima serataā„ļø?ā„ļø?