Lorenzo Pellegrini è tornato a essere un punto focale per la Roma di Gian Piero Gasperini. La sua ritrovata centralità, sia in termini di rotazioni che di responsabilità, si è tradotta in gol pesanti – come quelli contro Rangers e Udinese – e in una spiccata verticalità che il tecnico sfrutta per sopperire all’emergenza offensiva. Questa rinascita tecnica ed emotiva ha inevitabilmente riacceso l’interesse del mercato.
In particolare, il Napoli, impegnato a rinforzare il proprio centrocampo e alla ricerca di alternative al difficile obiettivo dallo United Mainoo, ha riallacciato i contatti per sondare la fattibilità di un trasferimento già a gennaio. Tuttavia, l’operazione, pur restando sul tavolo degli azzurri, è considerata molto complicata. Secondo quanto riportato da La Repubblica, la ragione principale è legata alla volontà del giocatore: Pellegrini ha in testa solo la Roma e sente di doversi giocare tutte le sue carte in questo ciclo tecnico.
Le volontà di Pellegrini
Il centrocampista ha confermato la sua posizione dopo le ultime partite, con poche parole che hanno chiarito la sua ferma convinzione. Parlando della squadra, descrive un gruppo “con voglia di lavorare e sacrificarsi“, sottolineando l’opportunità di lavorare “con un allenatore come Gasperini“. Questa sintonia tecnica con l’allenatore è un fattore determinante. A questo si aggiunge un legame emotivo indissolubile con la maglia: “Ogni volta che sento l’inno mi vengono i brividi”, ha dichiarato, lasciando intendere come il trasferimento sia, al momento, un’ipotesi più teorica che reale.
Oltre alla ferrea volontà dell’ex capitano di rimanere nella Capitale, la Roma non ha alcuna intenzione di indebolirsi nella sessione invernale, concentrandosi piuttosto sull’innesto di almeno un attaccante. Tuttavia, il dossier contrattuale di Pellegrini resta aperto e impone riflessioni. Il contratto del numero 7 scade il prossimo giugno e finora non sono stati avviati contatti per il rinnovo.
Questa assenza di negoziazioni è stata una scelta consapevole, quasi un patto silenzioso tra il club e il suo leader ritrovato: saranno i prossimi mesi – valutando il rendimento, la continuità fisica e l’impatto nel progetto di Gasperini – a decidere se sarà il caso di sedersi o meno a un tavolo in primavera. Inevitabilmente, le cifre di un eventuale nuovo accordo dovranno essere più basse rispetto all’ingaggio attuale.




