L’ex difensore della Roma Antonio Carlos Zago si ĆØ raccontato in una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Il brasiliano, rimasto molto legato ai colori giallorossi, crede che questo possa essere l’anno buono per riportare il tricolore nella Capitale: “Ogni anno mi auguro sia la volta buona, ĆØ passato troppo tempo. Ma penso che sia giusto sognare quest’anno. Ora Gasperini deve restare in vetta fino a fine dicembre poi con 2-3 rinforzi l’obiettivo ĆØ alla portata anche perchĆ© non vedo una padrona del campionato. Ć tutto molto livellato”.
Tra i protagonisti nella vittoria dell’ultimo scudetto dei capitolini, Zago ha poi svelato un simpatico aneddoto su Totti: “Quando sono arrivato al primo anno mi hanno messo in stanza con lui e per me era un onore. Accettai subito ovviamente. Ma di notte russava e parlava forte. Una volta urlò: “Passami la palla, passami la palla”. Io sono andato li a calmarlo e piano piano ha ripreso il sonno regolare. Ma io non dormivo e volevo riposarmi, cosƬ chiesi di cambiare stanza. Dall’anno dopo Totti dormiva da solo”.

Zago e lo sputo a Simeone: “Mi pento di quello che ho fatto”
Il brasiliano, a distanza di anni, racconta l’episodio dello sputo a Simeone: “Lui provocava e se la stava prendendo con Marcos AssunƧao. lo per natura correvo sempre a difendere I compagni, ĆØ nato un litigio e ho fatto una cosa che non mi appartiene. So che i tifosi ancora ricordano quello sputo come un ricordo bello, ma per me non ĆØ cosƬ. Ć stato un brutto gesto. All’epoca dissi che lo avrei rifatto, ma oggi non ĆØ cosƬ, anche se l’istinto a volte ti porta a fare cose che non vorresti. Mi ĆØ successo altre volte, ma chi mi conosce sa che persona sono”.
Infine, Zago ha svelato il momento in cui ha capito che nel 2001 la Roma avrebbe vinto lo scudetto: “Quando ĆØ arrivato Batistuta si era capito che stava cambiando qualcosa. Forse Parma-Roma vinta in rimonta nel girone d’andata ĆØ stata la svolta, ma in realtĆ giĆ prima dell’inizio del campionato sentivamo di poter fare qualcosa di grande. Erano arrivati anche Samuel ed Emerson, Totti era in crescita continua, c’erano campioni come Aldair, Cafu, Candela o Montella. E poi c’era stato quello scudetto della Lazio dell’anno prima. Non lo avevamo digerito, volevamo subito far tornare il sorriso ai nostri tifosi. Quello ci ha dato una spinta in più”.



