Max Tonetto è intervenuto ai microfoni di Retesport per parlare della Roma di Gian Piero Gasperini. L’ex terzino giallorosso, protagonista della prima esperienza di Luciano Spalletti nella Capitale, ha individuato alcuni punti in comune tra le due squadre, soffermandosi sull’identità di gioco e sulla fiducia riposta dalla società nei rispettivi allenatori.
Nel corso dell’intervista, Tonetto ha anche parlato del percorso della Roma in Champions League, della crescita di Emanuele Lulli e del futuro di Niccolò Pisilli. Ecco le sue parole.

Tonetto: “Lulli è l’esterno ideale per il gioco di Gasperini”
Questa Roma ti ricorda quella del primo Spalletti, soprattutto per la capacità di imporre il proprio gioco?
“Due modi di giocare diversi, ma la cosa che le può accomunare è l’inizio di un progetto con un’identità ben precisa e una società che crede nel proprio tecnico. I frutti si vedono, il primo Spalletti ha avuto molte più difficoltà. La Roma ha raggiunto la Champions League in un anno con dei problemi in cui ha perso tante partite, ora il registro è cambiato e si vede che la squadra è cresciuta anche grazie a degli innesti sul mercato”.
Quali difficoltà può incontrare la Roma all’Old Trafford contro il Manchester United?
“Il fattore ambientale è importante, l’Old Trafford vive abitualmente la Champions League. Al netto dei loro problemi, bisogna essere bravi a impattare nel modo giusto alla partita: i primi 15 minuti saranno importanti. La Roma è consapevole delle proprie qualità e non deve dare coraggio all’avversario perché le cose si possono ribaltare in poco tempo”.
Che cosa apprezzi maggiormente della filosofia di Gasperini?
“La grande filosofia del mister è quella di non accettare compromessi, al netto dell’avversario e della classifica si gioca sempre allo stesso modo. Tante volte si dice: ‘Perché non cambia modo o aggiungere un difensore?’ Ma la strada intrapresa da Gasp è quella giusta, è un modo di giocare che paga così”.
Quanto conta l’identità che Gasperini ha dato a questa squadra?
“Sì, è quello che l’accomuna con la mia. Spalletti, a differenza di Gasperini, se l’avversario aveva delle particolarità cercava degli accorgimenti mentre in questa Roma questa cosa non esiste. Durante la partita contro il Cagliari ad esempio Mancini era in difficoltà su Fadera ma il mister non ha apportato modifiche e ha continuato a giocare allo stesso modo. Il cambio lo ha fatto nei minuti finali con Ghilardi ammettendo di doverlo inserire prima. Tutti i calciatori della squadra ragionano alla stessa maniera”.
Lulli sta sorprendendo tutti. Che impressione ti ha fatto finora?
“Una grande scoperta. Gasperini ci ha lavorato dalla scorsa stagione, è l’esterno ideale per il gioco del mister. Abbiamo tanti esterni con caratteristiche diverse ma lui è lo stereotipo perfetto: ha sprint, va a chiudere su tutti i cross, ha un polmone e una gamba incredibile. Mi ha sorpreso la maturità e la personalità con cui sta giocando: non è normale alla sua età”.
Pensi che Gasperini possa concedergli ancora più spazio nelle prossime partite?
“Potrebbe essere un percorso graduale che Gasperini sta studiando per lui oppure una casualità da turnover. Avverrà molto presto, se non sarà domani sarà per la prossima volta perché sta dimostrando sul campo che è affidabile, un aspetto fondamentale per un allenatore. Non credo ci siano tanti allenatori più bravi di Gasp a far crescere ragazzi come lui”.
Come giudichi invece i progressi di Ghilardi?
“Ha fatto un salto di qualità in avanti clamoroso, il fatto che possa essere un titolare è importante”.
A centrocampo manca qualcosa? E quale pensi sia il ruolo migliore per Pisilli?
“A centrocampo manca un giocatore, Pisilli non credo sia un mediano: lo può fare ma non ha quelle caratteristiche, anzi paradossalmente vai a perdere qualcosa nell’inserimento. Lui è buono in tanti ruoli poi dovrà avere un’identità ben precisa ma con Gasp è sulla buona strada. Secondo me Pisilli è una mezzala anche più vicina alla trequarti che alla mediana: ha già dimostrato parecchio. Ogni anno è bello aggiungere un giocatore dal vivaio, un orgoglio vederlo con la fascia da capitano”.
Il progetto della Roma Under 23 può aiutare la crescita dei giovani del vivaio?
“Ha senso, invece di mandare calciatori in giro hai questa possibilità interna. Non tutti diventano calciatori di prima fascia subito, alcuni possono avere bisogno di qualche anno e per questo motivo l’Under 23 è utile”.
La Roma può puntare concretamente allo scudetto?
“L’obiettivo è assestarsi nella zona alta della classifica. Va mantenuta la stessa mentalità, per vincere lo scudetto a volte può fare la differenza la mezz’ora finale di un campionato… Arrivare sempre lì vicino è la strada giusta”.


