Carrick: “Il 7-1 contro la Roma una delle notti più belle della mia vita”

L'allenatore dei Red Devils così alla vigilia della sfida con i giallorossi: "Non penso al futuro, non vedo l'ora arrivi domani"

Carrick, Como-Man. United, Champions League

Un Manchester United in piena crisi si appresta ad accogliere la Roma di Gian Piero Gasperini nella quarta giornata della League Phase di Champions League. I Red Devils, che hanno raccolto tre punti nelle prime tre giornate, inseguono una vittoria che manca dal 4-0 contro gli azeri del Sabah.

Intervenuto in conferenza stampa, l’allenatore dello United Michael Carrick ha parlato del momento che sta attraversando la squadra e della situazione infortunati. L’ex centrocampista della squadra inglese ha anche ricordato la notte del 7-1 di Old Trafford. 

Carrick, Man. United-Bournemouth, Premier League

Le dichiarazioni di Carrick

Dorgu è rientrato in gruppo. Come sta?
“È fantastico, davvero fantastico riaverlo con noi. Ha lavorato duramente per tornare ad allenarsi con il gruppo. Tuttavia, domani non sarà a disposizione. Vedremo come progredirà nel corso della settimana. In ogni caso, è davvero bello riaverlo con noi”.

Sono successe tante cose dall’ultima partita casalinga di Champions League, tante situazioni da metabolizzare. Che cosa le dà fiducia in vista di domani e le fa pensare che possa essere la partita della svolta?
“Conosco i giocatori e so di cosa siamo capaci. Credo che questa squadra, sia a livello individuale sia collettivo, abbia dimostrato a tratti il proprio potenziale. Lo abbiamo fatto in alcune fasi delle partite, anche nell’ultima gara. Avremmo dovuto essere in vantaggio e trovarci in un’ottima posizione all’inizio del secondo tempo, poi, come ho già detto, la partita ci è sfuggita di mano. Ma so di cosa siamo capaci quando riusciamo a mettere insieme tutte le nostre qualità. L’ho già detto in passato, siamo sempre molto vicini a riuscirci. Ora dobbiamo trasformare tutto questo in fatti. Dobbiamo cambiare le cose e dobbiamo farlo abbastanza rapidamente. Come ha già detto Kobbie, questa settimana ci aspettano due grandi partite. Dobbiamo affrontarle una alla volta, naturalmente, ma quella di domani rappresenta un’altra grande opportunità per attaccare la partita, guardare avanti con entusiasmo e rendere questa serata positiva per noi”.

Un giudizio sull’impegno del giocatore nei confronti del club. A quanto pare, in estate voleva andare via, quest’anno ci sono stati alcuni episodi e anche un calo di rendimento. È preoccupato che forse non sia davvero motivato ad aiutare la squadra a uscire da questa situazione difficile oppure è soddisfatto di quello che sta vedendo?
“No, non ho assolutamente alcuna preoccupazione riguardo al suo impegno. Nel calcio succedono tante cose. A volte fai determinate scelte, prendi delle decisioni, commetti degli errori e altre volte le cose vanno bene. Ma il suo impegno non è assolutamente un problema”.

Spera che il lavoro svolto venga giudicato nel suo complesso e di poter rimanere ancora a lungo sulla panchina del Manchester United? Mancano due partite alla sosta per le nazionali e c’è chi teme per il suo futuro dopo quella pausa. Ha la sensazione di avere soltanto due partite a disposizione?
“No, assolutamente no. Ascoltate, non posso prevedere il futuro. Non si sa mai cosa possa succedere e nemmeno io lo so. Ma questo non cambia il mio stato d’animo, né il modo in cui prepariamo la partita di domani. Anzi, non vedo davvero l’ora di giocarla. Non vedo l’ora che arrivi domani. Potreste pensare che sia pazzo, considerando i risultati che abbiamo ottenuto e tutto quello che sta succedendo, ma vi assicuro che non vedo davvero l’ora di affrontare questa partita. È soltanto su questo che sono concentrato, davvero. Qualunque cosa debba succedere, succederà dopo, in una direzione o nell’altra. Ma prima di tutto vogliamo rendere quella di domani sera una grande serata”.

Ci sono alcuni giocatori che sono entrati nell’ultimo anno di contratto, con un’opzione per il rinnovo di un’ulteriore stagione. Nei prossimi mesi dovrete prendere una decisione, altrimenti da gennaio potranno raggiungere accordi preliminari con altri club. Avete già deciso se prolungare la loro permanenza oppure è una decisione che prenderete a breve?
“Quando sarà tutto definito, ve lo faremo sapere. Non è il caso di parlarne pubblicamente prima che sia tutto finalizzato. Al momento non c’è altro da aggiungere”.

All’esterno del club ci sono stati alcuni giocatori importanti che hanno rilasciato interviste di grande risonanza mediatica. Nel fine settimana c’è stata anche un’espulsione. Riesce a capire perché, dall’esterno, possa esserci la percezione che lo spogliatoio manchi di disciplina o che il gruppo non sia completamente unito?
“Si possono interpretare le cose in tanti modi diversi e fare ogni tipo di supposizione. L’ho già detto in passato: non metto assolutamente in discussione l’impegno dei giocatori nei confronti del club, nei miei confronti e nei confronti dei compagni. Dobbiamo giocare meglio e possiamo prendere decisioni migliori, ma l’impegno non è assolutamente un problema”.

Che cosa manca in questo momento alla squadra per ritrovare le prestazioni e i risultati?
“Non c’è mai una sola cosa, ma una serie di fattori. Ovviamente le prestazioni e il livello di gioco sono fondamentali per raggiungere determinati obiettivi, ma poi bisogna accompagnarli con i risultati. Non si tratta mai di un solo aspetto, ma di diversi elementi. A volte possono esserci tre o quattro cose che incidono contemporaneamente. Sappiamo che dobbiamo migliorare sotto alcuni punti di vista. Come ho detto, l’altro giorno contro il Chelsea abbiamo fatto tante cose positive e, considerando le occasioni create, è stato davvero incredibile chiudere soprattutto il primo tempo senza segnare. Dobbiamo trovare il modo di uscire da questo momento. Abbiamo fatto tante cose buone per riuscirci, ma non siamo stati capaci di concretizzarle. Sono convinto, però, che ci riusciremo. Dobbiamo continuare a fare le cose giuste”.

Michael, quando vinceva 12 partite su 17 era sicuramente più facile godersi il lavoro. Lei ha detto che non vede l’ora di affrontare la partita di domani. Come riesce a trovare soddisfazione nel suo lavoro in questo momento? Deve cambiare mentalità rispetto a prima?
“Cambiare mentalità rispetto a cosa?”.

Quando si vincono 12 partite su 17, probabilmente si arriva al campo di allenamento alle sette e mezza del mattino molto felici. Adesso potrebbe essere più difficile e forse bisogna adattare il proprio atteggiamento.
“Ma è proprio per questo che vivo. Tante persone sarebbero capaci di fare il mio lavoro quando si vincono molte partite. La vera sfida è trovare le soluzioni, trovare le risposte, rimanere forti, guidare il gruppo nel modo giusto e riuscire a ottenere il massimo dai giocatori. Dobbiamo continuare a spingere in questa direzione, ma tutto questo non cambia assolutamente la mia mentalità. Amo stare qui, amo lavorare con questi giocatori e le difficoltà, gli ostacoli e le sfide non fanno altro che motivarmi ancora di più”.

La Roma è una squadra che le riporta alla mente ricordi felici, soprattutto pensando al 7-1 di tanti anni fa. Che cosa ricorda di quella partita? È anche una dimostrazione di come le cose possano cambiare?
“Assolutamente sì. È stata una di quelle notti magiche, devo dirlo. Una delle serate più belle, una delle partite migliori e una delle atmosfere più incredibili che abbia avuto la fortuna di vivere. Il fatto di aver segnato una doppietta, cosa davvero insolita per me, rende quel ricordo ancora più speciale. Ma al di là dei gol, ciò che ricordo maggiormente è l’emozione di quella serata. Devo dire che è stata davvero una notte speciale”.

Il cammino è ancora lungo, ma guardando il calendario ci sono diverse partite difficili in arrivo. Naturalmente cercate la vittoria, ma bisogna anche considerare il quadro generale e l’obiettivo di raggiungere le fasi successive della competizione. C’è ancora margine per recuperare eventuali passi falsi?
“Sì, certamente. Dobbiamo gestire le partite, a cominciare da quella di domani e da quelle che arriveranno successivamente. La situazione sarà molto equilibrata. Abbiamo ancora ottime possibilità di raggiungere il nostro obiettivo e dobbiamo concentrarci su questo da adesso in avanti”.

Un’ultima domanda sulle condizioni di Rashford e Shaw e sulla loro disponibilità per le prossime partite. Vorrei anche un chiarimento riguardo alla fasciatura che abbiamo visto spesso sul ginocchio destro di Leny Yoro.
“Per quanto riguarda Leny, si tratta di un problema al tendine. È uno di quei dolori che vanno e vengono, ma lo sta gestendo e ha continuato a giocare. È stato fantastico, sono davvero molto soddisfatto di lui e delle sue prestazioni. Deve continuare a fare le cose giuste, perché sta seguendo un ottimo percorso. Per quanto riguarda Marcus e Luke, quest’ultimo sicuramente non sarà disponibile questa settimana e non sarà ancora in condizione di giocare. Per Marcus, invece, dovremo valutare giorno dopo giorno come proseguirà il suo recupero”.

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2 Commenti
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Commento da Facebook
13 minuti fa

Sei rimasto hai vecchi tempi…. rinnova la memoria e stai zitto ti potresti fare male 🤣🤣🤣🤣

Commento da Facebook
3 ore fa

Cose passate bello la Roma non è più quella squadra

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