Il Romanista, “A Daniele De Rossi”

L’editoriale di Tonino Cagnucci è una lettera aperta alla Roma, a Daniele, e a tutti i romanisti. Perché Daniele è la Roma e lo sarà sempre

Daniele De Rossi ha ufficialmente comunicato il suo addio alla Roma a fine stagione, una scelta arrivata dopo la decisione della società di non rinnovare al centrocampista il contratto. Il Romanista in edicola oggi dedica il giornale al capitano giallorosso, simbolo di un romanismo che ormai si vuole quasi estirpare:

“Non c’è un senso. O se c’è, non è romanista. Non c’è niente di romanista in questa scelta. Fa male al petto di un popolo. Cosa ci guadagna la Roma rispetto a quello che perde? Perde un simbolo. Perde un collante. Perde un pezzo di se stessa. Un pezzo di noi. Perde quel cazzo di tutto che io e nessuno riuscirò a scrivere adesso. E manco domani”.

Oltre alle abilità, in campo e fuori, il quotidiano ricorda le parole di De Rossi, sempre corrette, anche nei momenti più difficili: “Daniele De Rossi è cuore, testa, tackle e congiuntivo. Daniele De Rossi dopo un 7-1 veniva a dirci le parole giuste e dopo Roma–Barcellona a ricordarci proprio di essere: «orgoglioso della Roma anche quando perdiamo 7-1». Perché non erano solo congiuntivi giusti le parole che aveva detto prima. Le aveva vissute. Erano carne, bandiera, tabellino. Lui che il gol della bandiera l’ha fatto all’Old Trafford in quel 7-1″.

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