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ESCLUSIVA SLR, SpiderKong: “Voglio vincere la FIFA eWorld Cup. Così i brasiliani parlano della Roma” (FOTO/VIDEO)

“Juan Jesus è il mio giocatore preferito. Come Falcao e Alisson hanno vestito anche la maglia dell’International Porto Alegre”

Si chiama Miguel Bilhar, nasce a Porto Alegre in Brasile il 30 luglio del 1998, dove attualmente è residente. E’ campione brasiliano del celebre titolo EASports FIFA ed è al nono posto nel ranking mondiale dei pro-gamer di FIFA20.
Da poche settimane è stato convocato anche dalla Seleçao brasiliana per rappresentare la nazionale verdeoro negli eSports.

In esclusiva ai nostri microfoni, Miguel “SpiderKong” Bilhar ci ha raccontato la sua storia, i suoi aneddoti e il suo rapporto con il mondo degli eSports e soprattutto con la Roma, parlandoci dei suoi giocatori preferiti e del suo particolare legame con la capitale e con la tradizione di calciatori brasiliani che ha giocato per il club giallorosso.

Ciao Miguel, prima di tutto, come stai vivendo questo periodo di emergenza causato dal coronavirus? Come stai? 

“E’ una situazione strana per tutti noi. Perché siamo costretti a passare tanto tempo dentro le nostre case. Nel nostro lavoro chiaramente è normale. Ma ora è l’unica cosa che possiamo fare, stare a casa e stare al sicuro. Qui in Brasile la situazione non è delle migliori perché è un grande paese e non tutte le persone prendono seriamente la quarantena, molte persone non possono stare a casa perché sono costrette a lavorare. Spero che questa situazione finisca al più presto”.

Perché hai scelto il nome “Spider Kong”? Come nasce? 

“Quando ho comprato la mia prima console l’ho condivisa con mio fratello. Così potevamo mettere entrambi i nostri nomi. Abbiamo provato letteralmente per un’ora a scegliere il nickname. E mio fratello prese il controller e scrisse SpiderKong e lo iniziai ad usare così. Ho iniziato a giocare da solo a FIFA17 nella modalità Pro-Club ed ho usato Spiderkong dall’inizio e mio fratello poi ne ha creato un altro”.

Abbiamo parlato con Damie e con Zelonius: entrambi ci hanno raccontato il loro percorso nel mondo degli esports e come sono arrivati alla Roma Esports. Qual è stato il tuo? Come sei diventato un pro-gamer? 

“Ricordo che in FIFA17 stavo guardando su Twitter un torneo europeo, era stupendo. E ho pensato che mi sarebbe piaciuto partecipare. Poi due settimane dopo ho visto che esisteva lo stesso torneo in America e che c’erano molti ragazzi brasiliani e ho pensato allora che non fosse una roba esclusiva per gli europei: infatti vinse un brasiliano.
Esattamente quel giorno ero al college ma ho detto a mia madre che volevo giocare a FIFA e volevo fare esattamente quello che sto facendo adesso. E mia madre mi ha detto di restare al college e che nel tempo libero avrei potuto giocare a FIFA. Tre o quattro mesi dopo ho ricevuto un email con un invito per il Brazilian Tournament a San Paolo ed era tutto pagato: il volo, l’hotel e il resto. Quando ho mostrato questo a mia madre, lei mi ha detto: ”Ok, giusto o sbagliato che sia, vai”. E non mentirò: non mi aspettavo affatto di vincere, c’erano tanti grandi nomi. Poi sono arrivato alle finali e ho vinto il premio, i soldi, ma molto più importante l’invito per giocare l’American Original negli USA. Non avevo il visto e mi serviva urgentemente entro 2 settimane.
E quella è stata la mia prima esperienza internazionale ed è lì che ho realizzato che avrei potuto fare questo nella vita.
Lì ho incontrato Colin Johnson (il manager della Roma Esports, ndr). E ricordo che è stato la prima persona con cui ho parlato e in quel momento indossava la maglia della Roma. E ricordo che ho detto: “Questa maglietta è stupenda”. E lui mi ringraziò. Dissi solo questo perché il mio inglese di una volta non era buono come oggi. E’ comunque stato un grande percorso sino ad oggi. Non è facile raggiungere un livello così alto nel mondo degli eSports. Ho iniziato a giocare a FIFA17 e tre anni dopo posso dire che questo è il mio primo contratto .

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Um ano desse dia, onde tudo mudou. Sempre fui um cara muito pé no chão, nunca pensei grande, sempre tinha expectativas baixas, nesse dia não foi diferente. Saí de casa pra viajar, extremamente contente só de saber que conheceria muitas pessoas que admirava, o campeonato em si era um bônus, repeti varias vezes a frase “se passar da fase de grupos ta otimo”. Chegando lá, percebi que muitos ja me conheciam, uma surpresa, e no meio de tantos favoritos pensei: “Porquê não eu?” E em uma piscada, eu estava na final, e quando aquele jogo acabou, parecia até que o mundo tinha congelado só pra eu curtir aquele momento, um dos mais felizes da minha vida, se não o mais feliz. Um ano depois ja visitei 5 países de graça pra jogar videogame, uma oportunidade mudou tudo da noite pro dia. Recebo muitas mensagens de uns meninos no twitter perguntando: “Spider, como eu faço pra virar pro que nem você?” Minha resposta é bem basica, jogue, se divirta, e faça questão de sempre estar melhorando, no jogo e como pessoa, o resto é natural. Obrigado a todo mundo que me apoia, especialmente minha familia, que fizeram isso ser possivel, espero que tenha sido só o começo! Dedico tudo isso a minha querida Vó Laura que faleceu hoje pela manhã, que sempre demonstrou um orgulho imenso do que estava acontecendo. Te amo vó❤️

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Sei stato selezionato dal Brasile per rappresentare la nazionale verdeoro su FIFA. Come ti sei sentito quando è arrivata la convocazione? 

“Probabilmente è il Brasile è il paese più connesso con il calcio, ma è la mia opinione ovviamente. Per molti brasiliani il calcio è una delle cose principali che rende il paese felice. Letteralmente ogni bambino qui vuole diventare un calciatore, io ho abbandonato l’idea molto presto (ride). Se io fossi un calciatore quali sarebbero le probabilità di indossare la maglia della Roma e del Brasile? Probabilmente nulle. Quindi per me è davvero speciale indossare la maglia della nazionale e un grande onore essere parte della Seleçao.”.

 

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Mais um sonho realizado, agora faço parte da seleção brasileira de FIFA! Obrigado @cbf_futebol pela oportunidade💛💚 e @officialasroma como sempre!

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Sei campione brasiliano. Nono nel ranking mondiale e ora anche la nazionale. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

“Adesso non sono coinvolto in tornei, ma solo amichevoli. Perché la stagione è stata sospesa. Questa notizia è buona per me e per Damie, entrambi ben posizionati nel ranking per le qualificazioni alla eWorld Cup. Se la stagione ricomincerà, questo sarà il mio obiettivo: qualificarsi alla eWorld Cup per la prima volta e quando sarò qualificato mi piacerebbe vincere. Questo è il mio primo obiettivo. Vincere la eWorld Cup”.

Damie ci ha detto che il più forte giocatore della Roma negli eSports è Javier Pastore perché ci ha giocato. E Zelonius ci ha parlato bene di Villar. Chi pensi possa essere il migliore?

“Nella vita reale dico Juan Jesus perché è brasiliano e perché ha giocato nell’International Porto Alegre come Falcao e Alisson. Quindi sento una sorta di connessione personale con lui. Ma in FIFA devo dire Kolarov  nella sua versione da centrocampista perché ha davvero delle grandi statistiche ed è anche molto tecnico come terzino sinistro. Ed è davvero ottimo da utilizzare”.

Che cosa pensano i brasiliani della Roma che tipo di connessione c’è tra le due realtà? 

“Penso che la Roma è un club che nessuno odia in Brasile. E’ un club che piace perché molti grandi giocatori brasiliani hanno giocato nei giallorossi. L’ultimo probabilmente è stato Alisson. Ogni giocatore vorrebbe giocare nella Roma, tutti parlano solo bene del club”.

 

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Esse é foda! @alissonbecker

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