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ESCLUSIVA SLR, Zelonius: “Surreale giocare con Villar. Vi spiego cosa significa esser un coach su Fifa” (FOTO/VIDEO)

Il gamer britannico ci racconta il suo arrivo all’AS Roma eSports

Ingaggiato nel settembre del 2019, Nathan “Zelonius” Horton è pro-gamer e head coach della Roma Esports sulla piattaforma Xbox One. In passato ha preso parte alla celebre competizione Gfinity Elite Series (Season 3 e Season 4) e alla  DraftStory Cup II, quest’ultima proprio rappresentando i colori giallorossi.

Abbiamo raggiunto in esclusiva Nathan “Zelonius” Horton , che ci ha parlato di come si diventa un pro-gamer, del suo rapporto con la Roma, della sua particolarità di essere anche un Head Coach, dei suoi giocatori preferiti della AS Roma, facendo menzione della sua particolare esperienza in game con Gonzalo Villar.

Queste le sue dichiarazioni in esclusiva a Siamolaroma.it:

Ciao Nathan, prima di tutto. Come stai? Come stai affrontando questa situazione di emergenza causata dal Coronavirus?
“E’ una situazione unica. I principali cambiamenti riguardano gli eventi come ad esempio la eSerieA e l’impossibilità di viaggiare e dunque poter prendere parte agli eventi a causa del lockdown. Sono comunque molto impegnato come Head Coach in questo momento e sono coinvolte in moltissime amichevoli e iniziative organizzate dalla Roma. Sto comunque molto bene, amo il mio lavoro e lo riesco a fare da casa. Sto al sicuro e sto a casa”.

Come nasce il nome “Zelonius”? 
“Conoscete il gioco “League of Legends”? Ero solito giocarci e lì inizialmente usavo come gamertag un vecchio nome, basato sul mio soprannome, che a 12 anni suonava un po’ troppo infantile. Così a 16 anni ho scelto Zelonius, che mi dava più l’idea di un guerriero valoroso. Così mi è rimasto quando ho iniziato a fare le dirette streaming, la gente ha iniziato ad abbreviarlo come ‘Zel’ e sono diventato noto su FIFA. Non c’è molto altro dietro alla scelta del nome”.

Come sei diventato un pro-gamer? 
“In Fifa17 hanno introdotto una nuova modalità chiamata FUT Champs con la nuova Weekend League che dava modo di migliorare il proprio ranking giocando quaranta partite. Sono sempre stato abbastanza bravo, così come molti amici, provando sempre a migliorarsi e giocare al massimo. Sono sempre stato molto competitivo nei giochi online e ho sempre puntato a migliorarmi. E quando hanno introdotto questa nuova modalità ero insegnante a tempo pieno e mi stavo sposando, ero molto impegnato quando stava uscendo la nuova modalità provavo a giocarci quanto più possibile. Sono entrato nella top100 mondiale al primo mese ma non avevo tutto quel tempo necessario per stargli dietro.

Così quando è uscito Fifa18, ho parlato con mia moglie (avevo appena compiuto 25 anni, per intenderci) e le ho detto: “Penso di essere abbastanza bravo per diventare un pro-gamer ma devo licenziarmi e provare, perché non vorrei guardarmi indietro tra 10-15 anni, seguendo Fifa e gli altri giochi online con il rimpianto di non averci nemmeno provato”. Mia moglie fu d’accordo con me e mi diedi 6 mesi di tempo per capire come poteva evolvere la cosa. Dopo 3 mesi ho partecipato al mio primo evento con il Barcellona a Fifa18 e fui ingaggiato dal mio primo team “FUTWIZ” e lì è iniziato tutto. Il consiglio che posso dare è che questo mondo è molto competitivo, non è vero che tutti possono riuscirci: è dura, serve grande impegno e talento ma se pensate di essere davvero molto bravi, avete bisogno di tempo per giocare con utenti più bravi di voi per migliorare. Persi 7-1 la mia prima amichevole contro un progamer e lì capii che avevo ancora tanto da imparare!”.

Oltre ad essere un pro-gamer sei anche un Head Coach. Che tipo di lavoro svolge un Head Coach nel mondo degli eSports? 
“Credo che Fifa sia molto diverso rispetto a giochi come League of Legends, dove c’è molta strategia e tattica da studiare e preparare. In Fifa ovviamente c’è della strategia, una delle cose principali per me è conoscere il più possibile dei diversi giocatori che Damie e SpiderKong affronteranno nei vari tornei, per non ritrovarsi a ridosso dell’evento e non avere la minima idea di come giocheranno. Credo di avere questa capacità e riesco così a dar loro i giusti consigli”.

Come Head Coach ma anche come pro-gamer, che tipo di rapporto hai con Damie e Spider Kong? Parlate di come giocare e di che tipo di tattiche adottare nei vostri incontri?
“Sono convinto che Fifa sia un gioco molto “mentale”: è fondamentale avere un buon rapporto con loro, conoscere a fondo il loro stile di gioco e aiutarli il più possibile. Pianifichiamo sempre prima dei tornei facendo pratica e allenandoci; osserviamo gli altri giocatori, se commettono alcuni errori. Damie e Spiderkong sono veramente due ottimi giocatori”.

Come sei entrato nella Roma Esports?
“Prima di arrivare alla Roma non avevo molto sentito parlare di Spiderkong e Damie l’avevo incontrato in un Gfinity Tournament su Fifa18. Damie fu ingaggiato dalla Roma alla fine di Fifa18 e ne parlai con lui. Per quanto riguarda il mio arrivo alla Roma, sono amico del manager giallorosso Colin Johnson, che ha ricoperto quel ruolo per 3 anni e, visto che il mio contratto stava scadendo, lo chiamai per capire il ruolo di allenatore e giocatore. Così parlai con il mio manager e lui parlò con Colin ed eccomi qua. Stiamo disputando un’ottima stagione, il mio rapporto con Damie e SpiderKong è davvero buono e quello che aiuta molto è giocare spesso insieme, come in passato, cercando di essere in contatto con loro il più possibile”.

Chi è il tuo giocatore preferito della AS Roma e qual è il tuo giocatore giallorosso preferito su Fifa20? 
“Dzeko nella vita reale e anche in game, è uno dei migliori attaccanti del panorama mondiale  ed è uno dei migliori marcatori di sempre della storia della Roma. In Fifa è davvero facile da utilizzare anche perché ha la caratteristica di avere 5 stelle sul piede debole. Ed è un grande finalizzatore”.

Damie ai nostri microfoni ci ha detto che il giallorosso più forte con cui hai giocato è stato Javier Pastore. Noi sappiamo che tu hai giocato con Gonzalo Villar, che idea ti sei fatto? Cosa ci puoi dire?
“Devo esser onesto: ero convinto fosse bravo a giocare (a FIFA), essendo un giocatore professionista sa leggere il gioco ma è stato davvero molto più forte di quanto mi potessi aspettare (ride). Ho parlato con lui durante dell’incontro è molto divertente e amichevole. Ho segnato un gol contro di lui proprio con Gonzalo Villar. Mi ha impressionato soprattutto nella fase difensiva, leggendo in maniera puntuale le mie azioni”.

Che effetto ti ha fatto segnare un gol proprio con Gonzalo Villar giocando contro Gonzalo Villar? 
“In inglese la parola corretta sarebbe “surreale”. E’ stata un’esperienza strana ma allo stesso tempo davvero divertente poter dire a qualcuno “guarda, ti ho segnato con te ma contro di te”. Anche lui ha trovato la cosa molto divertente”.

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