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Lotito alle strette. Si va verso il deferimento sui tamponi, ha 15 giorni per la difesa

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La Procura ha notificato la conclusione delle indagini

Il caso Lazio-tamponi si avvicina alla conclusione. La Procura della Figc ha notificato al club biancoceleste la conclusione delle indagini scattate a inizio novembre. La notifica è infatti un istituto di garanzia per l’indagato, che ha così un’ulteriore opportunità per difendersi. Dal momento della notifica, il presidente della Lazio ha infatti 15 giorni per contestare le accuse producendo una memoria difensiva, facendosi ascoltare ed eventualmente cercando un patteggiamento. Al termine di questo periodo, in mancanza di un accordo, scatterà il provvedimento, quindi sulla carta deferimento, che porterebbe la Lazio di fronte al Tribunale Federale, o archiviazione (che sarebbe però potuta arrivare senza notificare la chiusura dell’indagine come nel recente caso del Napoli).

Ripercorrendo i fatti molto è nato con quanto accaduto a Ciro Immobile, che ha di fatto messo in allarme l’organo Figc. Le possibili violazioni del protocollo federale nel suo caso riguardano principalmente la mancata comunicazione della positività alla Asl dopo il tampone positivo della Synlab (il laboratorio scelto dall’Uefa) del 26 ottobre (prima della gara di Champions League con il Bruges) e del 2 novembre (prima della sfida con lo Zenit), data in cui era “leggermente positivo” anche per il test del laboratorio di Avellino. La seconda è legata al mancato rispetto dell’isolamento di 10 giorni previsto in queste circostanze.

Le due violazioni sono inevitabilmente collegate: la mancata comunicazione all’Asl avrebbe infatti lasciato completamente nelle mani del medico sociale la possibilità di interrompere l’isolamento o la bolla senza che nessuno potesse fare le dovute verifiche. Questo è stato di certo uno dei nodi dell’indagine federale, collegato alla necessità di appurare eventuali casi analoghi a quello di Immobile. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

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