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Rebus Dzeko: il futuro in 7 giorni

Il caso legato al bosniaco rimane prioritario a Trigoria

Dzeko si allena a parte insieme agli altri compagni infortunati. Ufficialmente per smaltire una contusione, la realtà dice altro. Fonseca e giocatore convivono a distanza e dipendesse dal tecnico il bosniaco sarebbe stato già ceduto. Il mercato non offre sbocchi. In Italia per mancanza di liquidità, all’estero per un interesse che fatica a materializzarsi. Si va avanti aspettando la fine della sessione invernale. Se non ci sarà una nuova sistemazione, allora partirà l’operazione riavvicinamento. Il loro conflitto è antico, va retrodatato di sei mesi abbondanti. Il crollo della Roma dopo il lockdown fece imbestialire Dzeko, critico dopo il terzo ko di fila contro il Napoli. Lì il rapporto si incrinò fino alla serata di Duisburg contro il Siviglia. Quella sera la Roma valutò per la prima volta la cessione di Edin che in pochi giorni trovò l’accordo con la Juventus restando anche in panchina al Bentegodi.

Il trasferimento saltò e la convivenza è stata problematica fino a martedì. Dzeko ha offeso a fine partita Fonseca che lo ha rimproverato, già in campo, per l’atteggiamento svogliato con il quale è subentrato. Secondo l’allenatore, con la squadra in nove, non si è sacrificato. Il manager Lucci ha ricevuto il via libera di Pinto per trovare una nuova sistemazione all’attaccante. La formula più probabile è il prestito secco di 4 mesi. Decisive le ultime 48 ore di mercato. Intanto ci sono rumors per il fludificante di sinistra: è Nuno Tavares del Benfica che costa 20 milioni. Affare per giugno. Lo scrive “Il Messaggero”.

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