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Scambio Dzeko-Sanchez, domani un nuovo aggiornamento tra Roma e Inter

Edin Dzeko all’Inter, Alexis Sanchez alla Roma

23:00 – Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, domani nuovo appuntamento tra Roma e Inter per l’affare Dzeko-Sanchez: per bilanciare gli ingaggi alla Roma potrebbe andare anche Pinamonti

20:50 – Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, le parti si raggiorneranno domani. Qualora venisse trovata la quadra dal punto di vista economico, la società nerazzurra si confronterà con Conte per avere l’ok definitivo dal punto di vista tecnico, che dovrebbe arrivare senza problemi visto che il bosniaco è da tempo un obiettivo dell’allenatore.

La situazione attuale: la Roma ha formalizzato la proposta, resta però un nodo da sciogliere: l’operazione può concludersi solo alla pari. La differenza tra i due ingaggi al lordo dei giocatori è però di tre milioni (per lo stipendo di Dzeko), cifra che l’Inter non può e non vuole spendere.

19.05 – Terminato l’incontro tra Ausilio e Tiago Pinto, il dirigente nerazzurro lascia l’hotel di Milano.

18.40 – Ausilio e Tiago Pinto si stanno incontrando a Milano in queste ore per lo scambio Sanchez-Dzeko.

17.12 – Uno scambio alla pari di prestiti fino al 30 giugno che regalerebbe ad Antonio Conte l’innesto per vincere lo scudetto e risolverebbe ai giallorossi un problema. Perché il bosniaco e Paulo Fonseca hanno rotto i rapporti e lo strappo è talmente netto che ricucire i rapporti sarebbe\sarà una vera impresa.

La trattativa è stata impostata nei giorni scorsi in gran segreto e ha avuto un’accelerata nella notte

Tanto che Tiago Pinto, il general manager romanista, è ora a Milano per cercare di chiudere l’affare con i colleghi interisti. C’è il sì di tutti i protagonisti, le società sono d’accordo ed entrambi i giocatori hanno dato l’assenso al trasferimento, ma bisogna trovare una “quadra” non facile sui numeri. L’affare deve essere infatti concluso senza che nessuna delle due società spenda più di quanto farebbe tenendosi invece i rispettivi giocatori fino a giugno.

E se gli stipendi dell’attaccante bosniaco e del “Nino Maravilla” sono pressoché equivalenti (7 milioni e mezzo circa più bonus), c’è un ostacolo di natura fiscale: lo stipendio al loro di Sanchez costa meno all’Inter grazie al “Decreto Crescita” che consente una detrazione del 50% delle imposte per i calciatori che hanno giocato all’estero nei due anni precedenti al rientro o all’arrivo in Italia.

Un problema in più è rappresentato dalla situazione dell’Inter. Suning ha infatti messo in vendita la società e il fondo Bc Partners sta completando la due diligence. Tutte le operazioni ordinarie del club sono quindi bloccate e ad Appiano c’è un clima di grande allarmismo: i proprietari cinesi, infatti, sono letteralmente scomparsi, hanno tagliato i ponti con i dirigenti italiani dell’Inter e si sono creati grossi problemi per il pagamento degli stipendi dei calciatori e dei dipendenti. Fino a quando la società non sarà venduta, insomma, si può fare ben poco.

Antonio Conte è allarmato quanto Marotta, lamenta un’assenza totale di programmazione e né lui né il management stanno nascondendo la preoccupazione in questi giorni. Tutto il mondo del calcio ha gli occhi sull’Inter, non a caso tra i club che sta spingendo di più per spostare le scadenze dei pagamenti degli stipendi, che se non rispettate possono portare alla penalizzazione in classifica. Ma il pallone fa miracoli e pur in un “delirio” simile l’Inter sta provando a comprare Dzeko.

Dipendesse dalla Roma l’affare si può chiudere subito, nonostante Sanchez non sia un centravanti vero e proprio. Ma l’idea di dover gestire fino al termine del campionato la grana Dzeko-Fonseca fa paura e lo scambio con l’Inter viene considerato una soluzione ottima per risolvere momentaneamente il problema. Intanto sabato sbarca il terzino americano Reynolds ed El Shaarawy da domani in poi potrà svolgere le visite mediche: saranno infatti terminati i 21 giorni di isolamento dopo la positività al Covid e il Faraone non presenta sintomi. Un attacco tutto nuovo per l’assalto alla Champions, Con meno centimetri ma pure meno musi lunghi. Il Tempo.it.

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