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Il caso delle banane è chiuso. Ma i Friedkin chiedono disciplina

I Friedkin non hanno gradito la mediaticità della consegna del paio di scarpe

Ora non parliamone più. Il caso del video-gaffe, con la frase sulle banane pronunciata da Vito Scala, è stato già archiviato dalla Roma. Nel file delle brutte figure, ma assolutamente non dell’incidente razzista. I Friedkin sono stati allertati già lunedì sera da Tiago Pinto, che ha spiegato la situazione e il contesto: Scala, storico preparatore di Totti, è l’addetto agli arbitri ma anche una figura molto popolare nello spogliatoio; in tanti anni ha coltivato amicizie e raccolto confidenze grazie alle quali possono scappare (anche se non dovrebbero) espressioni infelici.

Non sono dunque previsti provvedimenti disciplinari nei confronti del responsabile. Scala è stato aiutato dallo stesso Felix, che ha pubblicato un posto per sollecitazione della società per contenere le interpretazioni più drammatica al video, e continuerà a occuparsi del suo lavoro. I Friedkin ovviamente non sono stati contenti della vicenda, perché il tema del razzismo negli Stati Uniti è trattato con estrema sensibilità. Ma il loro disappunto non è soltanto derivato dall’espressione sulle banane, di per sé abbastanza sgradevole. I Friedkin non hanno compreso la ragione per cui una piccola cerimonia privata, la consegna di un paio di scarpe da Mourinho a Felix, sia diventata un evento mediatico.  In questo senso sono pronti a dare nuove indicazioni a tutti i dipendenti: se lo spogliatoio è un luogo sacro nel quale si confrontano solo giocatori e tecnici, anche gli uffici della Roma non possono diventare un luogo nel quale tutto diventa di dominio pubblico. Lo scrive Il Corriere dello Sport.

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