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Mou ancora contro gli arbitri: “Zaniolo non può giocare qui”

Il tecnico si scaglia contro Pairetto

Tanto lucido e sorridente dopo le vittorie quanto poco sereno quando si perde. Il copione diJosé Mourinho non cambia a Bologna, dove arriva un’altra sconfitta pesante. E siamo già a sette su 22 partite ufficiali. La Champions si allontana, la
prossima partita contro l’Inter sembra un Everest da scalare tra squalifiche e infortuni, il tecnico chiude un mercoledì da incubo con un altro show dei suoi davanti alle telecamere.

Dopo l’ennesimo “giallo” preso in campo, chiede di parlare senza ricevere domande e punta il dito contro Pairetto, col quale si è intrattenuto a lungo a fine match. Come molti suoi colleghi, l’arbitro ha quasi sempre concesso il gioco duro su Zaniolo e lo ha anche ammonito per simulazione.

“Vado contro i miei interessi – attacca Mourinho – e dico che se fossi in Zaniolo, inizierei a pensare seriamente alla possibilità di non restare a lungo in Serie A. Sta diventando impossibile, si avverte chiaramente in tutti gli atteggiamenti che hanno nei suoi confronti. Sto male per lui, è una situazione davvero difficile”.

Sull’ammonizione aggiunge: “Il signor Pairetto mi ha lasciato parlare con lui a fine partita e siccome ha avuto questo atteggiamento nei miei confronti, preferisco non fare alcun commento al riguardo. Tutto quello che dovevo dire, l’ho detto a lui”.

Per il resto Mourinho ha voluto complimentarsi con la squadra, che a suo dire “ha lottato fino alla fine per fare risultato. Ancora una volta hanno dato tutto, contro tutto e tutti. Ci sono stati infortuni prima del match, durante, e anche problemi “nascosti”, visto che qualcuno ha giocato con difficoltà”.

E adesso c’è da sfidare l’Inter in emergenza totale. “Andiamo tutti a casa velocemente – dice il portoghese – e dobbiamo andarci di fretta: per l’Inter dobbiamo letteralmente inventarci la formazione. Meno male che ho cambiato presto Mancini, altrimenti avrebbe preso un giallo anche lui”. Davvero troppo poco per consolarsi in una giornata che più nera non si può per la Roma. Lo scrive “Il Tempo”.

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