Un anno fa José Mourinho registrava la prima intervista da allenatore della Roma e aveva già ben chiaro in mente come la gente fosse letteralmente impazzita
Un anno fa José Mourinho registrava la prima intervista da allenatore della Roma a Londra e aveva già ben chiaro in mente come la gente fosse letteralmente impazzita per lui. Era una questione d’amore a prescindere, di fiducia, di speranza.
Dopo aver vinto 25 (ora 26) titoli Mourinho cercava altro: l’esonero del Tottenham, con la conseguente decisione di non fargli giocare la finale di coppa conquistata, l’aveva ferito. La chiamata della Roma è stata inattesa, ma soprattutto è stata inattesa la reazione dei tifosi quando è diventato ufficiale il suo ingaggio.
“Siamo una famiglia”, ha amato ripetere spesso nel corso della stagione. E questo ha detto anche qualche giorno fa all’Università di Lisbona: “L’empatia con i calciatori è fondamentale. Siamo in un periodo in cui tutti cercano di trovare la “ricetta perfetta”. alcuni pensano che il segreto sia l’innovazione tattica o fare qualcosa di nuovo negli allenamenti, ma senza empatia non c’è felicità, soprattutto quando non si hanno giocatori incredibili. Il rapporto umano è, e sarà sempre, fondamentale. lo oggi mi sento più umano e meno egoista, invecchiando dò più importanza al processo effettuato”.


