Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rassegna Stampa

Senza Dybala e Gini squadra prevedibile. José, batti un colpo

Josè Mourinho chiamato a risolvere la crisi d’identità della sua Roma, orfana di Dybala

Il fulmine di Osimhen ha squarciato il cielo delle certezze romaniste. Ben più dei 6 gol di Bodø dello scorso anno, poi cancellati e dimenticati nella notte di Tirana. Da domenica il dibattito è aperto: quello 0 alla voce tiri in porta è come se avesse scoperto un vaso di Pandora che da tempo ribolliva silente portando con sé riflessioni e dibattiti sul reale valore della Roma. I numeri però continuano a dare ragione a José: la Roma, al di là di una stagione aperta a qualsiasi epilogo, è 4ª per tiri in porta (56), dietro soltanto a Napoli (72), Inter(62) e Milan (57) ma davanti ad esempio ad una realtà come la Lazio (55), 3ª in classifica, o alla Juventus (49).

Il non voler rispondere a domande dirette sugli attaccanti, ha lasciato spazio a qualsiasi tipo d’interpretazione. A difesa di Mou va detto che se in estate si costruisce una squadra con l’idea di far giocare insieme almeno 4 tra Wijnaldum, Dybala, Pellegrini, Zaniolo e Abraham e ora si fa la conta dei superstiti, non può non avere il suo peso. Ma il problema più sottovalutato nella Roma sono gli esterni. Nel 3-5-2 sono i laterali che debbono creare la superiorità numerica e aprire gli spazi. Karsdorp, Celik e Spinazzola, invece, non crossano, non sfornano assist e non segnano. Anche Zalewski, sballottato a destra, fatica a emergere. Detto ciò, chi si sorprende oggi per come gioca Mourinho, arriva in ritardo di qualche anno. Perché il calcio di José si conosce: è sempre quello, non cambia. Lo Special è abile a preparare le gare sull’avversario, a sfruttarne le debolezze per poi punirlo giocando sull’episodio. L’impressione è che José – conoscendo le reali condizioni del gruppo – abbia deciso di resistere. L’obiettivo è arrivare alla sosta tra le prime per poi giocarsi l’all-in con i rientri di Dybala e Wijnaldum. Lo scrive “Il Messaggero”.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa