Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rassegna Stampa

Roma più carica, Lazio arrabbiata: decollo o sorpasso

Sarà un derby infuocato. Roma che viene da un periodo positivo, la Lazio proverà a rialzarsi dopo diversi k.o.

Provare a giocare il derby, o soltanto intuirne le mosse, è come fermarsi lì – davanti a un arcobaleno – per mettere un confine alle sfumature.

Perché ogni partita, ma questa ancora di più, vive di emozioni, sospiri, suggestioni. E non c’è tattica migliore che aver paura della propria presunzione. E una bella dose di coraggio nel non sentirsi mai tranquillo. È così che devono averla preparata Mou e Mau, spiegando ai giocatori che puoi avere il piano per ogni situazione, ma poi è quella corsa in più, quella capacità di andare oltre, a determinare tutto. E in certi casi è meglio correre il rischio di avere dei rimpianti – provandoci comunque – che dei rimorsi.

Perché, sulla carta ed in classifica, Roma e Lazio in fondo sono lì. Con qualità e limiti, ma soprattutto con la voglia di regalarsi una classifica migliore. Perché ci sono dei momenti – e questo è il derby – in cui conta la voglia di andare a prendersi il futuro.

Dal punto di vista psicologico, e non c’è dubbio, la Roma arriva meglio. Con due vittorie in settimana da mettere allo specchio alle due sconfitte – inaspettate – della Lazio. Ma tutto ciò non basta – e sarebbe una forzatura grande – per indicare una favorita. Perché entrambe hanno qualità, calciatori in grado di determinare, anche al netto di assenze dolorose. Alla Roma mancano Dybala, Spinazzola e Wijnaldum.
Alla Lazio Milinkovic ed Immobile. Ma non c’è tempo e spazio – perché torniamo al discorso dei rimorsi – star lì ad immaginare cosa poteva essere e non è. Meglio concentrarsi su quelli che sono disponibili e – comunque – autorizzano dualismi e dubbi. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa