Marco Borriello ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Tra gli altri argomenti ha trattato le differenze tra la sua Roma e quella di oggi, che dal punto di vista della dirigenza e non solo è molto cambiata. Ecco le sue parole.
La storia con la Roma finì poco dopo il gol a Chievo Verona, che valse la decima vittoria dopo 10 giornate.
“Con Rudi Garcia ero spesso titolare. Per un infortunio al perone decisero di puntare su Mattia Destro, un investimento importante. Salutai e me ne andai senza più tornare”.
Il ds di allora, Walter Sabatini, appena insediato definì Borriello “un problema”.
“Il motivo è logico: non essendo più giovanissimo, non potevo fruttare una ricca plusvalenza. La linea gestionale era acquistare calciatori per poi rivenderli, non certo puntare a vincere“.
Con Friedkin le cose sembrano leggermente cambiate.
“Mah, per ora i risultati non sono stati soddisfacenti. Spero che quest’anno la Roma possa raggiungere un piazzamento Champions. I segnali sono buoni anche se l’Inter rimane la squadra più forte, il Napoli ha un mostro come Conte e il Milan ha fatto un ottimo mercato“.
Gasperini con Ranieri e Massara. Tre uomini di calcio nei posti nevralgici.
“Finalmente, direi. Ranieri è stato bravo a raddrizzare la rotta e ha scelto un allenatore top come Gasp. Massara è un ottimo talent scout, perché conosce i calciatori. Mi sembra un assetto interessante“.
Non esiste il rischio di dualismo, nel lungo periodo, tra Ranieri e Gasperini?
“Perché mai? È stato Ranieri a scegliere Gasp. Hanno caratteri diversi, uno più pacato e l’altro più frizzante, ma tra persone di livello ci si trova sempre. Sono due grandi esperti, riconoscono le priorità“.
La priorità della Roma è un attaccante? Un Borriello servirebbe alla Roma di oggi?
“Sì, ci vorrebbe uno come Hojlund. Mi piace anche Piccoli, arrivato alla Fiorentina e alla Nazionale”
A Genoa discusse con Gasperini.
“Confermo. Accadde a Parma. ma nessun contatto fisico… A distanza di anni osso ire che aveva ragione lui. Mi ha invitato a Trigoria, prima o poi tornerò. Nel periodo in cui litigammo avevo già firmato per il Milan”.
Sta studiando per il patentino come ha fatto De Rossi. Lui non ha resistito alla rivoluzione del settembre 2024…
“Sono contento che abbia allenato la Roma, era il suo sogno. Forse lo ha fatto troppo presto rispetto al suo curriculum. Ora gli auguro di ripartire, lo hanno esonerato solo dopo 4 partite, non si è bruciato”.


