La dura legge del gol, quella cantata da Max Pezzali, sabato si è abbattuta senza pietà sulla voglia di fuga della Roma di Gasperini. Squadra bella e combattiva, ma poco spietata proprio nel reparto per cui il tecnico — non a caso — aveva chiesto rinforzi mirati. Contro l’Inter sono arrivati 15 tentativi verso la porta di Sommer, con cinque vere occasioni da rete. La più clamorosa? Sulla testa di Dovbyk, che a porta praticamente vuota ha alzato sopra la traversa. Un simbolo del crollo della maglia numero 9, indossata in passato da killer d’area come Pruzzo, Montella, Batistuta, Dzeko o Lukaku.
Ancora peggio, fin qui, Ferguson: zero gol e un calo atletico evidente, tanto che Gasperini lo ha retrocesso a terza scelta. E adesso? Il tecnico vorrebbe rilanciare Dovbyk, anche in ottica mercato, considerando che — a differenza dell’irlandese — l’ucraino è di proprietà della Roma. Ma, si legge su Leggo, il rientro di Bailey sta spingendo Gasp a pensare pure a un tridente “leggero” con giamaicano, Dybala e Soulé: alto tasso tecnico per compensare l’assenza di un riferimento fisico al centro.
In attesa di gennaio, quando l’allenatore si aspetta un rinforzo pesante: il nome è Zirkzee, possibile prestito dal Manchester United (osservato anche Promise David dell’Union Saint-Gilloise).
C’è poi il tema Olimpico: il rendimento interno preoccupa. In casa, i giallorossi hanno incassato tre sconfitte (Torino, Lilla e Inter) in cinque gare, l’opposto dei cicli Mourinho, De Rossi e Ranieri, quando lo stadio era un fortino. Per ora, successi solo contro Bologna e Verona, peraltro sofferti. Va detto che a Bergamo a Gasp capitava lo stesso: lui stesso ha ammesso che in trasferta il suo calcio si esprime meglio, complice l’atteggiamento diverso delle avversarie.



A sto punto mettemo 2 primavera
Articolo spazzatura, si analizzassero le partite, per vedere quante palle gol hanno avuto le punte (magari non da tocchi scordinati , con bisogno di correzione)