Ci sono gol che il tempo non riesce a scalfire, istanti in cui il destino e lāistinto si fondono sotto il cielo di un Olimpico infuocato. Stefano Okaka, in un’intervista a Cronache di Spogliatoio, ĆØ tornato a respirare l’aria di Trigoria, riaprendo lo scrigno dei ricordi della sua avventura giallorossa.
Al centro di tutto, inevitabilmente, quel celebre gol di tacco contro il Siena: “Fu istinto puro. Ricordo De Rossi che mi rincorreva urlando ‘Ma che hai fatto?’. LāOlimpico era una bolgia”. Un gol che segnò anche un addio, visto che il giorno dopo Okaka partƬ per il Fulham: “Il mister voleva bloccarmi, ma i documenti erano giĆ partiti“.
Okaka, Trigoria come una casa
Il racconto di Okaka restituisce lāimmagine di una Roma che oggi appare quasi mitologica. Un club capace di accogliere la famiglia del giocatore all’interno del centro sportivo: “Mio padre faceva colazione ogni giorno con Totti, De Rossi, Cassano e Montella. Era la normalitĆ “. In quel microcosmo, figure come Bruno Conti e Luciano Spalletti agivano da padri putativi.
Proprio su Spalletti, Okaka svela un aneddoto iconico: “Mi presentai a 18 anni con un’auto troppo costosa. Mi disse: ‘Se la riporti, non giochi più’. Una volta contro l’Atalanta entrai svogliato, Vito Scala dovette nascondermi nello spogliatoio dell’antidoping per evitare che il mister mi stritolasse“.
Da Manchester al mancato rossonero: i grandi bivi di Okaka
La carriera di Okaka ĆØ stata segnata da successi, come la Coppa Italia vinta con un gruppo composto da ben otto ragazzi del settore giovanile, ma anche da notti amare come il 7-1 di Manchester: “Ci chiudemmo in camera di Totti e De Rossi per chiederci cosa fosse successo. LƬ ho capito cos’ĆØ la leadership“. Non mancano i rimpianti, come il trasferimento al Milan sfumato per un dettaglio banale: “Era tutto fatto, mancavano solo le fototessere per il cartellino. Non tornai più a firmare“.
Un capitolo a parte merita il rapporto con Antonio Cassano, definito “un genio nato per il calcio”. Okaka ricorda con gratitudine quando il talento di Bari intervenne con la societĆ del Parma per farlo reintegrare: “Gli sarò riconoscente per sempre“. Infine, un tributo tattico a Spalletti: “Nessuno lo dice, ma ha cambiato la storia reinventando Totti centravanti e facendogli vincere la Scarpa d’Oro“.




