Una parola può contenere dentro di sé un ventaglio di significati simili, non uguali e quindi diversi. Sfumature che possono fare la differenza. Probabilmente è quello che ha creato la spaccatura all’interno della Roma: Ranieri-Massara da una parte e Gasperini dall’altra con Dan Friedkin che studia la situazione a suon di videocall senza schierarsi in maniera perentoria.
Il termine in questione, che ha dato via a un malinteso acuito giorno dopo giorno, è ‘giovane’. Una parola ricca di significati che è alla base delle incomprensioni di Trigoria. Poi c’è tanto altro, a partire dallo staff medico e il recupero dei calciatori infortunati. Tra i motivi della voragine che si è aperta nella Roma, però, non si può sottovalutare la visione diversa sul tipo di lavoro da impostare intorno a calciatori con una certa prospettiva di crescita.
Ranieri, prima della partita vinta 3-0 contro il Pisa, è stato chiaro: ”Abbiamo scelto Gasperini per quello che aveva fatto all’Atalanta: partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici”. E il pensiero dell’allenatore?
Le uscite pubbliche sul tema sono state molte, ma una riassume ciò che ha in mente il tecnico di Grugliasco: ”L’obiettivo è la creazione di un nucleo forte di 15-16 giocatori molto competitivi. Un gruppo che permetta, anche con i cambi, di soffrire il meno possibile. Su questa base, l’idea è far crescere altri ragazzi giovani, che possano alimentare e rafforzare quello che per me è il nucleo fondamentale di una squadra che vuole giocare le coppe, essere protagonista ed essere competitiva”. Priorità, quindi, al blocco di 15-16 calciatori per poi far emergere chi a primo impatto potrebbe sembrare meno pronto, anche per la giovane età.
Roma, Gasperini non allenava l’under 25 all’Atalanta: i numeri
Gasperini all’Atalanta ha fatto un lavoro straordinario tra risultati sportivi di alto livello e valorizzazione di calciatori, spesso tramutata in ricche plusvalenze. Il tecnico di Grugliasco, però, non allenava un blocco squadra under 25, figuriamoci under 23. I fedelissimi avevano la giusta esperienza per essere dei pilastri a cui aggiungere giovani che si sono imposti in tempi più o meno celeri.
L’unico strappo alla regola è rappresentato dalla prima stagione a Bergamo in cui Gasp si è trovato un gruppo con tanti singoli alle prime armi a certi livelli. Nel 2016-17, infatti, l’età media dei 15 calciatori più utilizzati dall’allenatore è stata pari a 24,5, numero che scende di pochissimo analizzando gli undici di cui si è fidato di più (24,3). Emergevano i vari Spinazzola (23), Conti (22), Caldara (22) e Kessie (19).
Successivamente però Gasperini non ha mai avuto un blocco da 11 o 15 calciatori con un età media inferiore ai 25 anni. A Roma non è arrivata la prima versione del tecnico ma l’ultima, quella che ha alzato il proprio livello entrando in una dimensione diversa, seppur facente parte di chi lavora bene anche con i giovani. La priorità è la competitività con giocatori che oscillano tra Malen e Wesley per età, esperienza e costi. Eppure il mercato condotto dal club giallorosso, complessivamente, ha dato precedenza a profili diversi.
L’età media dei calciatori, quando sono arrivati nella Capitale in questa stagione, è pari a 22,8: Vaz (18), Venturino (19), Ziolkowski (20), Ferguson (20), Wesley (21), Ghilardi (22), El Aynaoui (24), Zaragoza (24), Malen (26), Bailey (28) e Tsimikas (29).
Ecco spiegate le dichiarazioni di Gasperini, dopo Udinese-Roma, quando rispose stizzito ai cronisti mandando un messaggio più ampio: ”Se uno mi dice la Champions League e l’altro mi dice l’Under 23 voi volete troppe robe. Mettetevi d’accordo un attimino, sennò si fa fatica e si fa confusione. La Champions League è il traguardo minimo, l’Under 23 cosa si vuole fare? Se poi si investe delle cifre così importanti su Vaz e Venturino, va bene. Stasera erano in campo e va benissimo, però, mettetevi d’accordo perché così non funziona”.
Roma, solo il Como dà più spazio ai giovani: gli under 23 giallorossi hanno giocato il doppio rispetto a quelli dell’Atalanta
L’obiettivo della Roma è quello di ringiovanire la squadra, abbattere stipendi eccessivamente alti e tornare in Champions League. L’età media dei 15 calciatori più utilizzati da Gasperini è pari a 26,06 che sale a 26,2 soffermandosi sul blocco degli undici che hanno trovato più spazio. Nella lista ci sono diversi under 23 a cui il tecnico di Grugliasco, progressivamente, sta dando spazio coerentemente con quanto fatto a Bergamo.
I numeri sono spietati e azzerano qualsiasi critica pretestuosa frutto di pregiudizi negativi nei confronti dell’allenatore. La Roma, infatti, è la 2° squadra della Serie A per minuti fatti giocare a calciatori dai 23 anni in giù, in tutte le competizioni. In cima alla classifica c’è il Como. Quello che emerge, però, è la differenza abissale tra i giallorossi e le altre big del campionato, tra cui la stessa Atalanta.
Gli under 23 della Dea hanno disputato meno della metà dei minuti dei pari età che compongono la rosa giallorossa. Il paragone con le squadre che ambiscono alla Champions League, pone la Roma ampiamente avanti a tutti. I calciatori, dai 23 anni in giù, dei capitolini hanno avuto quasi il doppio dello spazio rispetto a quelli dell’Inter (1,98), più del doppio considerando quelli della Juventus (2,59) e del Napoli (2,67), e hanno giocato 4 volte tanto (4,25) quelli del Milan. Insomma Gasp non ha tappato le ali a nessuno anzi… A Roma c’è spazio per i giovani ma non bisogna dimenticare le priorità del mister.




