Dal paradiso all’inferno. Di mezzo i quindici – maledetti ormai – minuti dell’intervallo, dove ormai sembra acclarato, che si manifesti spesso una sorta di cortocircuito, a cui nessuno tra campo e panchina, riesce a porre rimedio.
Nelle ore successive alla sfida persa a Manchester, ancora in rimonta, con un’evidente emorragia difensiva rispetto alla primissima parte di questa stagione (14 reti subite nelle ultime 7 gare ufficiali a fronte di 4 incassate nelle prime 7 stagionali), le analisi o il tentativo di trovare delle spiegazioni plausibili, è montato come uno tsunami di commenti sui social, nelle radio, come nelle vie della capitale.
Il primo che ha provato a fare un’analisi lucida è stato il tecnico, Gian Piero Gasperini, correo per molti del risultato sciagurato maturato ieri all’Old Trafford. L’allenatore giallorosso ha parlato di forte delusione, per una vittoria che sembrava acquisita, di alcune carenze sul piano dell’agonismo e dell’incapacità di ritrovare i riferimenti nella seconda parte di gara. Non è chiaramente un problema di sostituzioni, perchè il cambio Mora-Pisilli non può di per sé aver inciso sulla prestazione di altri dieci calciatori, quanto di caratteristiche effettive e di assenze.

Titolari decisivi, rosa incompleta e carenza di leadership: dove può migliorare la Roma
Indubbiamente gli infortuni li hanno tutti, ma la Roma per sua natura, con una rosa già corta in alcuni ruoli cruciali, non si può permettere di perdere a medio lungo termine gente del calibro di Svilar, Konè e dello stesso Dybala, in assenza di sostituti all’altezza.
Nonostante questo la formazione giallorossa ha mostrato una crescita evidente come singoli e come rosa rispetto ad un anno fa e non si può per una sconfitta, sconfessare tutto ciò che è stato scritto e detto per quasi un mese. Produce il triplo in termini di gol rispetto ad un anno fa, ha tenuto botta in alcune partite, ha saputo reagire in alcuni casi anche ad episodi negativi, ma a certi livelli non riesce a salire quell’ultimo gradino. La domanda è perché? Sicuramente Gasp deve metter mani all’aspetto psicologico complessivo e rivedere alcune letture tecnico-tattiche in corsa.
A volte, in base alle strategie o ai cambiamenti tattici adottati dagli avversari, come lo United ieri, si può provare ad opporre una modifica del sistema, per esempio una linea a 4 o un paio di attaccanti più vicini con un 3-5-2, per favorire una risalita del campo o un appoggio in avanti più agevole.
Appunti da profani della materia, ci mancherebbe. Anche perchè a 68 anni non si può di certo pretendere che il tecnico di Grugliasco, si trasformi in un novello Allegri o Mourinho. Il suo calcio è nato e morirà con il volto piratesco dell’aggressione costante, a tutto campo. Dell’intensità e della voglia di fare un gol in più degli avversari e per questo oggi la Roma sa giocare a viso aperto e senza paura con squadre del calibro di Inter, Real e Manchester United in trasferta.
Resta però la sensazione vivida, che si debba imparare a comprendere meglio alcuni momenti di determinate gare. Ieri nella seconda parte, dopo il rigore inventato da Manzano, nessuno in campo è riuscito a trasferire serenità ai compagni, a prendersi la responsabilità di guidare il gruppo. La personalità la hai o non la hai, non si acquisisce sul campo e la società ha il precipuo compito di regalare a Gasperini quelle 2-3 risorse a gennaio che completino la rosa, per provare poi a luglio a fare un salto di qualità netto in avanti.
Per vincere servono quattro-cinque giocatori di spessore, non solo un aumento specifico di risorse. Lo dice la storia della Roma e sarebbe sbagliato cercare spiegazione nel mistico e inutile rifugio del DNA da perdenti che in qualche modo condiziona il club da quasi 100 anni. Quando la Roma ha costruito squadre top e ha trovato la sua fisionomia forte in campo, ha vinto. L’andamento di questa prima parte di stagione ha confortato l’idea che il percorso intrapreso sia quello giusto, per modernità, evoluzione e capacità complessiva di stare in campo ma anche chiarito che per vincere serve ancora aggiungere, nei ruoli chiave, giocatori in grado di plasmare definitivamente una Roma forte e stabilmente competitiva.



il percorso è giusto quando vinci.
non mi sembra che questo – il gasperino – abbia vinto qualcosa!
unico a vincere sapete chi è stato, l’avevamo noi ora ce l’ha il real….scommettiamo che vincerà lui la champion?
già l ho scritto e lo ripeto, la roma non vince nulla manco quest’anno.
spero solo che non vinca lo scudetto la lazie, sennò mi toccherà dire ancora più male agli americani e sinceramente mi sono stancato, tanto questi da qui non sloggiano perchè passano alla cassa ed incassano.
Con i giocatori che ha Gasp ha dato un gioco con una fisionomia precisa. Va solo completata la rosa assecondando le sue richieste. Detto questo abbiamo soltanto avuto episodi sfavorevoli arbitro compreso.
Le faide l avete in testa voi
Senza quelle decisioni arbitrali non avrebbero mai ribaltato il risultato.
Mi sembra un fatto oggettivo.
Andiamo avanti!
🤣🤣🤣🤣illusi dal 1927