Giovanni Malagò ha incontrato la Lega Serie A in vista delle elezioni della FIGC programmate per il prossimo 22 giugno. Il Presidente del CONI ha spiegato il suo punto di vista, con l’obiettivo di valutare se esistano i presupposti per una guida capace di superare lo stallo attuale del calcio italiano.
Sugli incontri e sulla possibilità di formalizzare la sua candidatura, Malagò ha spiegato in conferenza stampa: “Mi sembrava doveroso cominciare con chi aveva pensato a me per l’ipotesi della candidatura, anche e soprattutto per questo atipico consenso all’interno della componente. È previsto che farò degli incontri anche con il presidente della Lega di B, domani col presidente della Lega Pro e prima della fine della settimana anche con Assocalciatori e con la componente che rappresenta gli allenatori. Posso sembrare di parte, ma conosco l’ambiente molto bene, sono state due ore straordinarie di chiacchierata in cui tutti hanno espresso concetti e rinsaldato fiducia che mi fa molto ragionare, io non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura, lo farò esclusivamente dopo aver sentito le altre componenti“.
Malagò: “Il calcio deve mettere da parte i personalismi”
Analizzando le ragioni che hanno portato il sistema calcio a cercare una nuova figura di riferimento, ha spiegato: “La crisi del calcio italiano? Ho sempre la preoccupazione di cercare di dare un senso del ruolo e dell’impegno e della presenza. Non sono preoccupato del risultato elettorale del 22 giugno, è chiaro che quando c’è una partita uno la deve giocare, però sto cercando di riflettere e dare un apporto diverso, propositivo e ottimistico. Se oggi si pensa a un nuovo presidente di Federazione è perché l’Italia è stata di nuovo eliminata per il Mondiale. Se l’Italia avesse vinto in Bosnia non penso staremmo a parlare dell’elezione di un nuovo presidente della FIGC“.
Infine, Malagò ha parlato della necessità di un cambio di mentalità: “Sotto il profilo di quella che è la capacità di saper organizzare una squadra che va in campo mettendo il massimo qualcosa l’ho dimostrato nella mia vita. Non devi stare a disperdere tempo ed energie per stare dalla mattina alla sera a contemperare formule compromissorie. Credo che bisogna che oggi il calcio metta da parte il più possibile i personalismi, sotto il profilo del prodotto e dell’immagine si deve mettere in condizione di meritare di essere considerato in modo diverso sotto un profilo istituzionale, come si è dimostrato in altre discipline sportive“.



