Neil El Aynaoui è stato protagonista di una stagione d’esordio con la maglia della Roma caratterizzata da alti e bassi. Ora, però, il focus è totalmente diretto al suo primo Mondiale in carriera. Il padre, Younes, ha rilasciato una lunga intervista al portale belga RTBF dove ha anche parlato dell’esperienza del figlio nella Capitale.
L’ex tennista ha esordito concentrandosi sull’ambientamento del classe 2001: “Sono molto orgoglioso di quello che sta facendo ora. Ma conosco anche l’altro lato dello sport professionistico: gli infortuni, i disaccordi con gli allenatori, i momenti in cui si viene messi in panchina. Dall’esterno, tutto può sembrare perfetto, ma si ha sempre un po’ paura che tutto possa finire. Neil ha già avuto degli infortuni seri. Nella finale della Coppa d’Africa, si è procurato un taglio sopra l’occhio, ma se l’è cavata. Però ha avuto anche fratture al naso e problemi al ginocchio. Siamo orgogliosi di lui, ma allo stadio siamo sempre un po’ preoccupati, sperando che non gli succeda niente di male”.
Younes El Aynaoui: “Voleva un grande club per affermarsi con il Marocco. Ora è concentrato sul Mondiale”
Younes El Aynaoui poi si è concentrato sui traguardi raggiunti da Neil: “Per lui era importante giocare per la nazionale marocchina, ma non come riserva. Voleva giocare in un grande club e affermarsi subito con il Marocco. Sa cosa sta facendo, sa cosa vuole, voleva essere paziente e poi fare un grande esordio, ed è esattamente quello che ha fatto. Ha giocato le sue prime partite poco prima della Coppa d’Africa. Poi, è stato un titolare fisso per tutto il torneo. Ora ha gli occhi puntati sui Mondiali, a partire dalla partita contro il Brasile. È davvero molto felice. Inoltre, la Roma è arrivata terza in campionato e potrà partecipare alla Champions League la prossima stagione. Tutto sta andando bene. Incrociamo le dita affinché continui così”.
L’ex numero 14 ATP ha commentato lo stile di gioco del figlio calciatore: “Direi che è spericolato. Ha sbagliato un rigore per la prima volta di recente, in un’amichevole con il Marocco. Ma poi l’ha segnato. Si è offerto volontario. Quando ha visto che gli altri giocatori non sembravano molto propensi a tirarlo, è andato dall’allenatore e ha detto che voleva farlo lui. È una fortuna che l’abbia trasformato, perché sbagliare può avere conseguenze durature. Soprattutto per un giovane giocatore. Abbiamo visto il rigore sbagliato da Brahim Diaz in finale. Credo che ci penserà a lungo. Neil è considerato un combattente da tutti, compresi i suoi allenatori. Direi che è persino peggio di me. Lo si vede in campo: se sbaglia, diventa subito aggressivo perché è deluso di aver commesso un errore. Ed è proprio questo che lo rende così forte. Sa cosa vuole, è testardo. Ed è vero che è competitivo in tutto ciò che fa. Anche quando gioca a tennis con i fratelli o alla PlayStation, vuole vincere. E se le cose non vanno come vorrebbe, si imbroncia”.
Younes El Aynaoui: “Non ne so molto di tecnica calcistica, ma lo aiuto in altri aspetti”
Younes ha anche parlato di alimentazione: “Da piccolo gli ho parlato spesso di alimentazione. Gli ho spiegato bene che per diventare un atleta è necessaria una dieta specifica. Purtroppo, sappiamo che al giorno d’oggi ci sono troppe tentazioni; la gente non ha più tempo per mangiare correttamente. Mangiamo quello che capita a tiro, mangiamo di fretta. Ho insistito molto sul fatto che una buona alimentazione può prevenire gli infortuni e aiutarlo davvero a migliorare”.
Ha concluso parlando di come, da padre, lo sta aiutando nella sua carriera: “Per quanto riguarda la tecnica calcistica, non ne so molto. Lascio questo agli allenatori. Ma posso aiutarlo con il sonno, lo stile di vita e soprattutto l’alimentazione. Credo che questo abbia influenzato anche suo fratello maggiore, che è uno chef”.




