Le Fèe: “Mio padre voleva che diventassi calciatore. Ho avverato il suo sogno” – VIDEO

l centrocampista giallorosso ha raccontato come aveva mantenuto un legame con il padre nonostante gli anni di detenzione

Le Fée, Roma-Torino

Enzo Le Fée ha rilasciato un’intervista per Free Foot dove ha raccontato il rapporto con il padre, morto nell’aprile 2021 dopo diversi anni di carcere, e della sua influenza sulla carriera del centrocampista. Ecco un estratto delle parole del calciatore giallorosso:

“Il suo sogno era quello di diventare un calciatore professionista. Sfortunatamente, questo è deragliato un po’ presto e poi sono venuto al mondo. Penso che mi abbia regalato una maglia appena nato, mi ha regalato delle maglie da calcio appena comprate. Ha fatto di tutto per farmi entrare in quel mondo. Penso che non abbia avuto difficoltà a farmi entrare perché era anche qualcosa di innato in me. E ricordo, abbastanza giovane comunque, di aver avuto la maturità per dirglielo che ‘dove per lui il treno deragliava, per me continuava’ e alla fine sono riuscito a fare la scalata per poter entrare nel mondo professionale e nel potere fiorire in questo mondo.”

“Sapevo già che dentro parlava molto di me”

“Ogni volta che arrivavo al colloquio in carcere c’erano due o tre suoi amici che passavano dietro dicendo ‘il futuro, il futuro’. Quindi sapevo già che dentro parlava molto di me. E poi sono riuscito ad arrivare nel mondo dei professionisti così lui ha potuto vedere le partite dal vivo e poi ha assunto una proporzione ancora maggiore perché tutto il carcere ha iniziato a guardare le partite. Appena sono arrivato, è venuto a trovarmi e mi ha parlato, non ero visto come una star, ma ero visto più come il figlio di Jérémy, per esempio.”

Un reinserimento difficile dopo una condanna

Dopo diversi anni di prigione, in un periodo in cui suo figlio continuava la sua formazione senza essere troppo toccato dalla situazione familiare, Jérémy lasciò definitivamente il carcere. Non sorprende che Enzo abbia deciso di aiutarlo e abbia visto le sue difficoltà nel comprendere il mondo esterno che era molto cambiato.

“Una cosa davvero stupida, ma quando esce, andiamo da McDonald’s, siamo nel drive-in e pago con il cellulare. Lui mi dice ‘aspetta, cosa hai fatto?’ . Gli ho spiegato che adesso si può pagare con il cellulare. Mio padre non aveva mai avuto un conto in banca e aveva sempre vissuto di contanti, quindi mi sono preso il tempo di aprire un conto per lui”.

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Tyler
1 anno fa

Era mejo se davi retta a tu madre

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