Gasp, Baroni ancora indigesto. Attacco asfittico, Soulè da solo non basta

L'analisi della prima sconfitta stagionale della Roma, dalle scelte tattiche dei due tecnici e l'incapacità individuale di diversi uomini giallorossi di interpretare al meglio il match

Gasperini, Roma-Torino

Brutta frenata della Roma. Dopo due vittorie consecutive, i giallorossi in casa sciupano l’opportunità di centrare il tris di vittorie consecutive che avrebbe proiettato ancora la formazione capitolina in testa alla classifica.

Una sconfitta che fa male per le modalità con cui è arrivata: nessun dominio del Toro, ma maggiore astuzia e sagacia tattica nel sapere gestire i diversi momenti di una partita, fortemente spezzettata soprattutto negli ultimi 20 minuti quando di calcio se n’è visto ben poco.

Marco Baroni, Torino

Il cortocircuito della Roma nasce dalle scelte dei due allenatori: Baroni sorprende schierando un 3-4-2-1, estremamente compatto in fase difensiva a fronte di scelte altrettanto ‘anomale’ di Gasp che lascia in panchina i due centravanti, indirizzando il primo tempo verso un tridente leggero che non desse punti di riferimento agli avversari. Il Toro però riesce a decriptare le intenzioni giallorosse, con una densità enorme tra le linee che ha ostacolato il fraseggio finale della formazione di casa.

Scivolato il primo tempo via tra noia e scarse emozioni, la partita è cambiata nella ripresa. Simeone pesca un jolly su gentile concessione di mezza Roma che non impedisce all’argentino e Ngonge in due di costruire un gol, un po’ grottesco. Poi confusione totale. In mezz’ora si gioca pochissimo, ma è sempre e solo Soulè ad inventare qualcosa di potenzialmente decisivo.

Complessivamente la sensazione è che la squadra non abbia assorbito bene il cambiamento tattico offensivo, ma ha contestualmente perso equilibrio nella ripresa quando sarebbe servita un’intensità maggiore. Nella sfida di oggi per la prima volta da inizio ritiro non si è vista l’aggressività tipicamente gasperiniana nei contrasti e nella pressione alta. In attacco le soluzioni appaiono onestamente limitate. Troppi calciatori da rivalutare o valorizzare, poche certezze. Ora il derby, servirà un volto totalmente diverso (e migliore).

 

 

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