Ore di grande tensione per Sardar Azmoun, che dopo l’esclusione dalla nazionale iraniana, sta affrontando una situazione molto delicata. L’ex attaccante della Roma, ora allo Shabab Al-Ahli, è stato escluso dal team nazionale con la motivazione di un presunto atto di slealtà nei confronti del governo iraniano.
La decisione è stata comunicata dall’agenzia di stampa Fars, legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (CRIS), e ha come causa alcune foto pubblicate su Instagram da Azmoun, poi rimosse, in cui appariva insieme a Mohammed bin Rashid Al Maktoum e Mohammed bin Zayed Al Nahyan, rispettivamente primo ministro e presidente degli Emirati Arabi Uniti. Teheran considera gli Emirati Arabi come un nemico, soprattutto dopo il conflitto in corso.
Azmoun via dall’Iran, il futuro della nazionale ora è incerto
Azmoun, che in passato aveva già espresso dissenso verso il regime iraniano (ad esempio, nel 2022 aveva pubblicato e poi rimosso un messaggio di sostegno alla protesta delle donne iraniane), si trova ora a pagare un prezzo molto alto per il suo comportamento. Nonostante i suoi straordinari numeri nelle qualificazioni asiatiche (sei gol e tre assist in undici partite), e la sua popolarità in Iran, il suo futuro nella nazionale appare ora incerto, con i Mondiali 2026 in bilico per lui e per la stessa selezione iraniana.
La critica è arrivata anche dalla televisione di stato iraniana, dove il commentatore Mohammad Misaghi ha attaccato duramente Azmoun, definendo il suo comportamento “capriccioso e infantile” e sostenendo che chi non rispetta la nazionale non merita di indossare la maglia. Inoltre, secondo Novad News, sarebbe stato emesso un ordine per il sequestro dei beni di Azmoun e di altri due giocatori, Mehdi Ghayedi e Soroush Rafiei, entrambi legati agli Emirati Arabi Uniti.



