La Roma dopo una lunga attesa è finalmente tornata in Champions League sotto la guida di Gian Piero Gasperini. Oggi, 27 agosto, a Montecarlo è andato in scena il sorteggio che ha svelato le avversarie della squadra giallorossa nella massima competizione europea. Ci sono alcune curiosità che fanno riemergere vecchi ricordi, alcuni positivi e altri negativi, ai tifosi.
Prima si parte dalle note liete: il ritorno di José Mourinho all’Olimpico. I capitolini affronteranno il Real Madrid dello Special One, che nella Capitale ha creato un legame unico con i tifosi. Sarà senz’altro un momento emozionante. Non da meno anche la sfida contro il PSG di Luis Enrique. Lo spagnolo non riuscì a imporsi con le sue idee in Italia, ma oggi è uno dei più grandi rimpianti della Curva Sud.
Corsi e ricorsi storici: le curiosità sul sorteggio della Roma
A Montecarlo tra le avversarie della Roma è stato sorteggiato il Manchester United. Non di certo una novità per i giallorossi, che ricordano bene i precedenti contro i Red Devils. Il bilancio non è positivo: solo due vittorie e un pareggio in 8 incontri. A colpire è la differenza reti di meno 12. In Champions League si verificò la sfida del famoso 7-1 (2007), in cui Cristiano Ronaldo e Michael Carrick, attuale allenatore degli inglesi, segnarono una doppietta.
In Europa League i biancorossi fermarono la squadra capitolina in semifinale nel 2021. Il tabellino complessivo recita 9-4, ma gli uomini di Paulo Fonseca furono sfortunati: l’allenatore portoghese dovette far fronte a cinque infortuni, e altrettante sostituzioni forzate, nella doppia sfida.
Poi gli uomini di Gasperini dovranno vedersela anche con il Fenerbahce. Tra le fila dei turchi ci sono Mason Greenwood, oggetto del desiderio dell’allenatore di Grugliasco in questo mercato, e Mateo Guendouzi, che finalmente ritroverà Paulo Dybala dopo l’addio alla Lazio.
I tre rigori contro il Lille e l’incubo Slovan Bratislava
Ci sono altre due squadre che evocano brutti ricordi: si tratta del Lille e dello Slovan Bratislava. Contro i francesi lo scorso anno ci fu un incrocio che vide andare in scena uno degli eventi più surreali della storia del calcio. All’Olimpico il 2 ottobre, con Mile Svilar e compagni sotto nel punteggio, all’81’ venne assegnato un rigore a favore dei padroni di casa.
Ozer, portiere della squadra allenata allora da Bruno Genesio, riuscì a parare il penalty calciato da Artem Dovbyk. Il turco non aveva, però, entrambi i piedi sulla linea, e l’arbitro fece ripetere il tiro: l’esito fu lo stesso. Anche in questo caso l’estremo difensore avversario era posizionato male, e il direttore di gara decise di far ripetere la battuta ai padroni di casa una terza volta. Dagli 11 metri si presentò Matias Soulé, ma il numero 1 di fronte a lui decise di entrare nella storia parando anche il tiro dell’argentino.
Il club slovacco, invece, riuscì a compiere un’impresa nel 2011 eliminando i capitolini dall’Europa League. Sulla panchina dei giallorossi sedeva Luis Enrique, e l’allenatore venne pesantemente contestato. All’andata, al Pasienky Stadion, Dobrotka punì Stekelenburg ipotecando la qualificazione dei capitolini: Totti rimase in panchina e il rapporto tra i tifosi e l’allenatore si incrinò. Al ritorno, all’Olimpico, Simone Perrotta regalò una speranza ai padroni di casa segnando, ma Stepanovsky mise il punto su una notte da incubo. Lo stadio fischiò l’allenatore in carica, tra le altre motivazioni anche per la sostituzione anticipata del numero 10.




