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Focus, dal 2001 ad oggi: così è cambiato il rapporto tra Totti e Baldini (FOTO/VIDEO)

Dal 2001 al 2019, 18 anni di antagonismo

Nel giorno del 18° anniversario dall’ultimo scudetto giallorosso, Francesco Totti ha dato le sue dimissioni da dirigente della Roma. E diciotto anni fa, così come oggi, due protagonisti sono diventati antagonisti all’interno del club: la leggenda col numero 10 della Roma tatuato nell’anima e Franco Baldini, direttore sportivo nel 2001 che portò Samuel e Batistuta (tra gli altri) e – attualmente – uomo ombra, consigliere di Pallotta. Il rapporto tra Totti e Baldini è precipitato nell’arco di 18 anni sino a scadere in un confronto a distanza senza mai nominarsi direttamente.

L’evoluzione del rapporto tra Totti e Baldini 

Lo scudetto

Nella stagione 200/2001 Franco Baldini e Francesco Totti erano semplicemente due fuoriclasse che giocavano un ruolo diverso ma con lo stesso obiettivo in comune: il terzo scudetto. Il rapporto e le considerazioni reciproche erano ottime, declinate però nel corso degli anni, nonostante i successi maturati insieme. La stima professionale reciproca è rimasta intatta sino all’arrivo della proprietà americana, ma sul piano umano non è mai emerso un particolare rapporto tra i due.

Il ritorno di Baldini nel 2011

Un decennio più tardi infatti, Baldini si ripresenta a Trigoria con la proprietà americana, l’obiettivo è un altro: rivoluzionare il calcio a Roma. Troppo diversi per amarsi, forse, ma il 18 Luglio del 2011 in un’intervista rilasciata a La Repubblica, Franco Baldini afferma che: «Totti ha ancora quattro-cinque anni di carriera, se saprà guardare solo al calcio e non farsi carico di altro. Ma deve liberarsi dalla sua pigrizia e di chi usa il suo nome anche a sua insaputa. Deve smettere di lasciar fare, più leggero sarà, più lontano andrà con il pallone».

Dichiarazioni che non sono ovviamente passate inosservate né tra gli addetti ai lavori, né tanto meno in un ambiente ostico che non aspettava altro. La risposta di Totti non tarda ad arrivare: «Non posso nascondere che quelle dichiarazioni di Baldini sulla mia pigrizia non è che mi avessero fatto piacere, ma è acqua passata, ho accantonato tutto, con lui ho sempre avuto un rapporto bellissimo, ora è bello averlo come dirigente della Roma».

Il libro di Francesco Totti

Nel giugno 2017 l’ultimo incontro faccia a faccia tra Franco Baldini e Francesco Totti avvenne a Londra presenti anche James Pallotta e Ilary Blasi. Totti racconta nel suo libro le parole di Baldini«Anni fa dissi che volevo vederti ma tutti gli allenatori mi chiedevano garanzia della tua presenza. Spalletti no, anzi. Ed è per questo che ho scelto lui». Baldini non replica, anzi resta in silenzio e annuncia le sue dimissioni dal comitato esecutivo della Roma. Ma le dimissioni sono soltanto apparenti poiché, la presenza di Baldini c’è ed è tutt’ora decisiva come testimoniato dalle parole di ieri di Francesco Totti. Sempre nel libro dell’ex capitano giallorosso emerge anche un’esplicita richiesta del numero 10: “Voglio fare il vicepresidente”. Ma quella carica viene poi ricoperta da Mauro Baldissoni e la proprietà offre a Francesco Totti il ruolo da direttore tecnico, che lui stesso ha ribadito in conferenza stampa di aver chiesto, ma che per la Roma è stato lui a rifiutare. Motivo? Sentirsi ai margini del progetto giallorosso. Quindi arrivano le dimissioni.

L’intollerabilità del dualismo: Totti non nomina mai (o quasi) Franco Baldini

Nel corso della conferenza stampa d’addio Francesco Totti non ha mai nominato Franco Baldini (o quasi), riferendosi a lui solo in terza persona o per vie traverse.

La colpa ai singoli non è mai esplicitata e quando gli chiedono se esita un colpevole specifico Totti risponde: “Non indico di chi è la colpa. E’ stato fatto un percorso che non è stato rispettato ed alla fine ho fatto questa scelta”. Anche sulla ‘deromanizzazione‘ c’è stato un passaggio ombroso, senza mai puntare il dito l’ex capitano giallorosso afferma che: “E’ stato un pensiero fisso di alcune persone quello di togliere i romani dalla Roma. E’ prevalsa alla fine, perché hanno ottenuto quello che volevano. Da otto anni a questa parte, con gli americani, hanno cercato in tutti i modi di metterci da parte. Hanno cercato in tutti i modi di farlo. Hanno voluto questo e ci sono riusciti.”. In virtù di quanto accaduto nel 2017 e raccontato nel suo libro, il dubbio che il riferimento fosse a Baldini c’è, ma ufficialmente resta tale.

“Non c’è mai stato rapporto e mai ci sarà”

Poi arriva la domanda specifica e il passaggio diventa emblematico. Riferimento chiaro e diretto: “Che rapporto c’è con Franco Baldini? Non c’è mai stato e mai ci sarà. Ho preso questa decisione anche per dei problemi interni. Andava scelto uno dei due, quindi mi sono fatto da parte io. Non servono troppi galli a cantare. Le persone che mettono bocca e fanno danni. Ognuno dovrebbe fare il suo. Quando canti da Trigoria, non senti mai il suono. L’ultima parola spettava sempre a Londra. Era inutile dire quello che volevi cambiare, era tempo perso“. E poi ancora: “Se andasse via Baldini potresti tornare? No. Se il vaso è rotto non si possono rimettere i cocci al posto giusto. Potevano fare questa scelta prima, è giusto che rimanga così se non ci hanno pensato prima”.

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Altro passaggio chiave, la scelta dell’allenatore e in particolare il nome di Maurizio Sarri: “Hai parlato di Sarri? Io mai. Non so quali fossero i suoi obiettivi o le sue idee (Baldini, ndr). So che Sarri era un suo pupillo ed è un grande allenatore, che avrebbe fatto comodo. C’erano un po’ di problemi con il suo club, in questo momento però parliamo del nulla e dell’attualità”. Evidente anche qui il riferimento al consigliere di Pallotta, senza mai nominarlo direttamente.

Francesco Totti poi rincara la dose facendo riferimento esplicito alle persone che consigliano il presidente, senza però mai citare ancora nomi e cognomi: “Se io fossi il presidente della Roma ed ho due bandiere come Totti e De Rossi, gli darei in mano tutto. C’è la romanità, glielo possono spiegare che cosa significa. Si contornano di persone sbagliate, ascolta solo loro (Pallotta, ndr). Se sbaglio per otto anni, posso farmela una domanda? Io questo giudico come tifoso. Se sbagli dieci interviste, all’undicesima capisci che c’è qualcosa di sbagliato. In questo momento non ci sono altre risposte”.

Così il rapporto tra Totti e Baldini non è mai decollato e anzi, è andato peggiorando dal 2001 ad oggi, giorno in cui nasce una nuova Roma senza bandiere.

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