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Dall’U17 viola alla Nazionale: quando il talento ha bisogno di tempo per sbocciare

Il giovane Nicolò non brillò sin da subito: dal fallimento in viola al trionfo giallorosso

Dov’eravate il 14 giugno 2016? Ve lo chiediamo perché questa data ha un significato importante per la storia che andrete a leggere. Quel giorno, infatti, si affrontavano Roma e Fiorentina, in un match valido per le fasi finali dello Scudetto U17.
La gara fu molto combattuta e terminò con il risultato di 2-1 per la Roma, grazie alle reti di Cappa e Antonucci mentre per la Fiorentina il marcatore fu Gori.

La Fiorentina passò subito in vantaggio grazie al gol di Gabriele Gori (attualmente all’Arezzo), successivamente la Roma riuscì a pareggiare grazie a Riccardo Cappa (attualmente al Teramo) e trovò il gol del definitivo sorpasso con quel Mirko Antonucci che ora protagonista nella prima squadra giallorossa con alterne fortune.
Poi quelle fasi finali videro la Roma eliminata in semifinale dall’Inter di Pinamonti, Zinho Vanheusden ed Emmers.
Le stelle del tempo per la Roma erano il talentuosissimo Luca Pellegrini, il capitano Marcucci, il potente Frattesi e il tecnico Antonucci mentre per la Fiorentina brillavano soprattutto Ranieri, versatile jolly di difesa, l’ex Roma Militari, scippato pochi anni prima, Gori, centravanti di grande talento, e Sottil, il vero leader tecnico di quella squadra.
Bene…ma Zaniolo?

Nicolò non era affatto un protagonista, un buon giocatore che non riusciva a brillare. Nell’U17 viola si era messo in mostra per una buona tecnica individuale e per essere già molto alto, con una pecca rilevante: si era poco sviluppato fisicamente e questo non gli permetteva di avere la giusta continuità di rendimento.
Questi aspetti risultarono evidenti anche in quella partita, dove Zaniolo incise poco e venne sostituito, addirittura poco dopo l’inizio del secondo tempo.
Sorte che spesso toccava al giovane Nicolò, bello da vedere ma incompiuto, potenziale campioncino ma incompiuto.
Questo portò la Fiorentina a svincolarlo, prima del passaggio di categoria che lo avrebbe portato in Primavera.

Zaniolo meritava assolutamente la conferma perché comunque in campo si era dimostrato un buon elemento, che in rosa poteva starci, ma la Fiorentina, piuttosto che prestarlo dovendo pagare un premio di valorizzazione, preferì svincolarlo, augurandogli buona fortuna nelle serie minori.
Oggi sono molti gli esperti che sottolineano come Zaniolo fosse un campione già da ragazzino ma la realtà non è questa.
Nel valutare un calciatore non bisogna dimenticarsi che, dietro ad un giocatore, c’è una persona e ogni persona, in qualsiasi campo della vita, può avere uno sviluppo improvviso che gli permette di raggiungere traguardi, in tempi non sospetti probabilmente impronosticabili.

Zaniolo oggi è totalmente un altro giocatore, in quanto ha decisamente più potenza e forza nelle gambe degli altri mentre il giovane Zaniolo con difficoltà saltava l’uomo e si concentrava soprattutto a servire assist con il suo preciso mancino, ma spesso quasi da fermo.
Un altro salto di qualità enorme lo ha fatto nella personalità. Zaniolo attualmente incide e decide tantissime partite, lo fa come un leader tecnico per la capacità di essere protagonista anche nelle grandi sfide.
Il giovane Zaniolo di Roma-Fiorentina U17 era l’opposto: e pensare oggi alle difficoltà del giovane Nicolò risulta strano.

Questa storia vuole anche evidenziare come, spesso nelle giovanili di qualsiasi squadra, possono esserci numerosi giocatori parzialmente esplosi, che oggi sembrano dei gregari, ma potenzialmente dei campioni, se allenati e attesi con pazienza.
Il calcio giovanile non è fatto solo di statistiche, valutazioni comparative o software di scouting, non bisogna dimenticarsi il valore della dimensione identitaria del giocatore, che gli permette di avere uno sviluppo che segue logiche uniche, quasi sempre non immaginabili.
Non tutti nascono campioni ma ci si può diventare.
Zaniolo oggi è un campione che però ha raggiunto questo livello con un percorso di crescita che lo ha portato ad essere in questo momento un idolo per tanti ragazzini.
Quel 14 giugno 2016 è lontano. Oggi c’è un altro Zaniolo che tutti i tifosi della Roma e della Nazionale si stanno godendo.
Continua così Nicolò, un calcio al passato e a chi non ti ha aspettato, uno scatto in più verso il futuro.

Tabellino Roma Fiorentina 2-1

AS ROMA (4-2-3-1): Greco; Meadows, Visconti, Cargnelutti, Pellegrini; Petruccelli (56′ Valeau), Marcucci (C); Brignola (60′ Squerzanti), Frattesi (70′ Amadio), Antonucci; Cappa (70′ Ciofi).
A disp.: Adorni (GK), Tinti, Diallo Ba, Spirito, Olivetti.
All.: Toti.
ACF FIORENTINA (4-3-3): Satalino; Ferrarini, Lischi (50′ Lakti), Nannini, Ranieri; Valencić, Militari (50′ Martorelli), Faye; Zaniolo (56′ Bi Zamble), Gori (C), Sottil.
A disp.: Cerofolini (GK), Marini, Marozzi, Raimo, Longo, Meli.
All.: Cioffi.

Marcatori: 14′ Gori (ACF Fiorentina), 37′ Cappa (AS Roma), 42′ Antonucci (AS Roma)

Arbitro: Sig. Paolo Bitonti di Bologna.
Assistente 1: Sig. Michele Passarella di Ferrara.
Assistente 2: Sig. Matteo Saccone di Forlì.

( a cura di Phil Roma Youth)

 

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