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Ferri: “Fonseca ha personalità e la Roma consapevolezza. Zaniolo ha un grande talento”

Parla l’ex calciatore dell’Inter

Riccardo Ferri, ex difensore dell’Inter, è intervenuto ai microfoni di Tele Radio Stereo in vista del match di venerdì sera tra la Roma e i nerazzurri:

Si aspettava l’Inter così avanti?
“Mi aspettavo il cambiamento ma nessuno poteva ipotizzare che al primo di dicembre l’Inter avesse potuto già dimostrare ed esprimere sul campo questo atteggiamento. C’è stato un cambiamento radicale su tutti i fronti e questo ha permesso di ottenere questi risultati. Credo che il merito vada ad una grande società che ha creato un progetto nuovo, che ha acquisito quello che è sul mercato uno dei dirigenti migliori e mi riferisco a Marotta. Marotta si è esposto affinché potesse arrivare Antonio Conte con tanta personalità e Conte ha inciso come spesso ha fatto sull’ambiente e sulla squadra. Ieri la Curva ha chiamato Conte incitandolo, è stata la prima volta e questo è stato un riconoscimento importante, è un segnale importante, ad una persona che fa del lavoro la priorità e che già al primo di dicembre si può dire abbia lasciato un segno importante. Ci voleva solo importante ma sapevo che prima o poi gli sarebbe stato riconosciuto questo suo carattere”.

Fonseca?
“All’inizio è stata una Roma non ben definita ma l’arrivo di questo allenatore, dato per scontato, ha dimostrato che al di là dell’aspetto tattico c’è un uomo di personalità, che si è confrontato con il gruppo e ha fatto le sue scelte, a volte anche molto forti. Ha inciso sull’ambiente e con la società è riuscito a trattenere Dzeko facendo anche dimenticare le tante partenze. La Roma ha acquisito mentalità e consapevolezza dei propri mezzi anche grazie a questo allenatore che non pensavo potesse in così poco tempo ottenere un risultato così visibile”.

E’ più difficile marcare Lukaku o Lautaro?
“Sono due da evitare. Sono due tipologie di giocatori molto diversi, Lukaku è la massima espressione della forza fisica, ma anche Lautaro è molto esplosivo, ha una grande aderenza sul terreno ed è difficile da spostare. Ha una grande capacità di ripartire palla al piede e ha più tecnica di Lukaku. Metterla sul fisico con quest’ultimo è impossibile, bisogna sempre anticipare. Insieme ovviamente possono farti perdere il sonno e metterti molta agitazione rispetto ad altre marcature”.

L’Inter ha cercato Dzeko per mesi e deve “accontentarsi” di Lautaro, è stato bravo Conte a saper gestire la situazione anche facendolo convivere bene con Lukaku?
“Lautaro aveva già dimostrato le sue capacità nelle scorse stagioni, purtroppo prima c’era una disposizione tattica che non permetteva l’inserimento del secondo attaccante quindi spesso è stato utilizzato come punta centrale o da dietro la punta con Icardi. Non si è mai trovato a suo agio in queste posizioni, può giocare come prima punta ma con l’ausilio di una punta fisica che gli porta via l’uomo e fa salire la squadra ne beneficia. Quest’anno ha trovato lo spazio per tirare fuori le sue qualità che comunque erano ben evidenti sia lo scorso anno che in nazionale. Mancava solo un po’ di consapevolezza e la consacrazione del giocatore importante”.

Chi è però l’uomo chiave dell’Inter?
“Credo che quest’anno ci siano giocatori in difesa insostituibili, Lukaku però è stato fortemente voluto da Conte. Fa spogliatoio, fa squadra, è altruista. Un uomo vero, di qualità. E’ una persona di cuore e lo dimostra anche in campo, anche all’inizio quando soffriva un po’ la condizione fisica, andava sempre ad abbracciare i compagni”.

Zaniolo tornerà a Milano.
“Zaniolo è stata una scelta azzardata della quale ti penti non dopo mesi, ma dopo due minuti. Venerdì tornerà a San Siro con la garanzia di essere un giocatore molto riconosciuto, in cui la squadra si rispecchia, di essere un giocatore con una grande responsabilità. Nonostante sia giovane ormai il pubblico romano pretende da lui prestazioni di grande livello e per questo deve crescere in fretta. Ha margini di miglioramento ma ha già dimostrato di avere doti che altri non hanno, è sicuramente un grande talento”.

Diciamo che se ora la Roma chiedesse all’Inter Sebastiano Esposito la risposta sarebbe no.
“Lasciamo la palla ad Ausilio e Marotta. Credo che i giovani andrebbero aspettati, però quando gestisci una grande squadra come l’Inter devi fare delle scelte anche affrettate dettate dalla necessità di raggiungere dei risultati. Può succedere quindi di sbagliare ma speriamo che Zaniolo abbia un futuro importante e che viva questa esperienza con grande professionalità così da poter mantenere una continuità di rendimento dal punto di vista della quantità e della qualità”.

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