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Carlo Zampa, lo speaker dello scudetto della Roma: «Negli stadi mi imitano ancora tutti»

Carlo Zampa, intervistato da “Leggo”

Tra presente e passato, ripercorrendo le tappe che lo hanno portato a diventare “The Voice“: Carlo Zampa si racconta sulle colonne di “Leggo”.

La svolta arriva con il derby del 3-3 del 29 novembre 1998.
«Il gol del 4-3 annullato a Delvecchio e la mia famosa frase Che te possino ammazza’, che m’hai annullato rappresentarono la svolta. Subito dopo sono stato nominato speaker dell’Olimpico».

Fu una decisione del presidente Sensi?
«Sono infinitamente grato al presidente per la possibilità che mi ha dato. Lui non amava lo speaker che c’era allora, raccontavano fosse un tifoso della Lazio e che si divertisse a storpiare i nomi dei giocatori della Roma»

La sua avventura di speaker dell’Olimpico si chiude alla fine della stagione 2004/05.
«Il 5 marzo all’Olimpico arrivò la Juventus di Capello, Zebina ed Emerson. Io non li nominai, andarono solo le loro foto sul tabellone. I dirigenti della Juve chiesero la mia testa, che fu consegnata loro a fine stagione».

Qual è stato il gol più bello che ha raccontato?
«Quelli dello scudetto 2001, e poi la doppietta di Totti contro il Torino quando è entrato dalla panchina con Spalletti».

La telecronaca più dolorosa?
«Roma-Sampdoria 1-2 del 2010, la doppietta di Pazzini».

Esiste un erede di Carlo Zampa?
«Andrea Di Carlo di Tele Radio Stereo, che è bravo e romanista vero».

Qui per leggere l’intervista integrale a cura di Marco Esposito

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