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L’Odissea di Joseph Perfection: l’indomabile leone con il cuore giallorosso (VIDEO)

Da Yaoundé alla Stazione Termini, la truffa del falso procuratore e la rinascita in giallorosso grazie alla Liberi Nantes

Dal Camerun alla Romania, passando per la capitale italiana e più precisamente dal centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria. L’Odissea di Joseph Bouasse Ombiogno Perfection parte da lontano, da un’infanzia difficile e da un’adolescenza segnata dalla truffa e dalla tratta dei calciatori. La sua prematura scomparsa riaccende i fari su una questione delicata e che troppo spesso viene ignorata e soprattutto mai affrontata.

La truffa e la tratta dei calciatori

Nato in Camerun il primo settembre del 1998 nella città di Yaoundé, Joseph Perfection è stato vittima di una vile e spietata truffa, che non è neppure una rarità. Si parla della tratta dei calciatori neri. Come funziona? Un falso procuratore, un criminale, promette ai ragazzi africani una brillante carriera di soldi e successo nel calcio europeo. Dopo aver ingannato la famiglia (e il ragazzo stesso), che ha dovuto raccogliere cifre consistenti e soprattutto sacrifici fatti di lacrime e sudore, si fa in modo effettivamente di portare il ragazzo a compiere un viaggio infinito che lo ha condotto fino alla stazione Termini di Roma. Ma ad aspettarlo non c’era nessuna squadra, nessun procuratore, nessuno che si potesse prendere cura di lui, accoglierlo e introdurlo nel mondo del calcio. La truffa è così compiuta, soldi ottenuti e una famiglia intera distrutta nella disumanità più totale.

Liberi Nantes: la scelta di chi non si è arreso alla crudeltà

Abbandonato dal mondo e impossibilitato a ritornare anche semplicemente nella propria casa, il ragazzo entra nel circuito dei centri d’accoglienza, diventando di fatto un rifugiato. “Era poco più che un adolescente quando approdava alla Liberi Nantes” – il ricordo del club che si allena al Campo Sportivo XXV Aprile – Pietralata – “qualche pescecane con pochi scrupoli l’aveva notato nel suo paese e lo aveva portato in Italia promettendogli il Paradiso del grande Calcio. Si ritrovò abbandonato alla Stazione Termini, solo e senza punti di riferimento”.

Alberto Urbinati, presidente della Liberi Nantes parlava così di Perfection nel 2016: “Joseph è uno dei ragazzi che frequentava il campo del Liberi Nantes dopo una vicenda che è stata una storia particolare, quella che dovrebbe rientrare nella casistica della tratta dei calciatori. Da quello che racconta lui, un signore italiano lo ha portato qui con una scusa poi lo ha abbandonato a Termini. Poi è entrato nel circuito dei centri d’accoglienza perché non sapeva dove andare e da lì è entrato nei Liberi Nantes perché voleva giocare a calcio. E’ stato difficile poi fargli capire cosa stesse accadendo con la Roma. Poi però l’ha capito”.

Joseph Perfection, da subito, ha mostrato di non arrendersi. Un migrante, un rifugiato, di fatto ingannato e abbandonato ha ritrovato subito la fiducia in sé e nel prossimo: lo ha fatto proprio grazie alla Liberi Nantes che ricorda come: “Si alzavano le nuvole di polvere quando scattava, era impressionante, fu per questo facemmo un’eccezione e lo segnalammo a qualche talent scout affinché potesse avere un’opportunità nel mondo del professionismo”.

Salvatore “Toti” Lisciandrello, allenatore della Liberi Nantes nel 2016 raccontava così che tipo di giocatore fosse Joseph Perfection: “Gli ho chiesto che ruolo facesse: mi ha detto trequartista. Io gli ho fatto presente che giocavo con il 4-3-3 e lui mi ha risposto: ‘non c’è problema’ gioco da tutte le parti. Quando gli chiesi quanti anni hai mi rispose fosse del 1998. Quando giocavamo lo vedevo 10 spanne sopra gli altri. Io l’avrei mandato in campo in tutte le partite ma tesserarlo sarebbe stata una cattiveria nei suoi confronti. Aveva 16 anni ed era il più forte di tutti”.

Joseph è corso in cielo.
Si alzavano nuvole di polvere del vecchio Campo Sportivo XXV Aprile – Pietralata quando…

Pubblicato da Liberi Nantes su Lunedì 25 maggio 2020

L’agente Diego Tavano ha il merito di averlo presentato alla Roma. Così ha raccontato il suo approdo in giallorosso nel 2016 in un’intervista rilasciata a iogiocopulito.it: “E’ un giocatore che arriva dall’Africa, senza niente. Ha giocato in una squadra di rifugiati e questo già dice tutto. Oggi è un giocatore della Roma e anche importante. Dopo una serie di prove con la Roma è stato dato l’ok, ma c’era un problema col tesseramento. Si è deciso di comune accordo con la Roma di seguirlo, crescerlo fino alla maggiore età, il ragazzo e la sua famiglia ha apprezzato e al 18° compleanno si è riusciti a formalizzare il tesseramento”.

La carriera da calciatore

La Roma ci aveva visto lungo, in Primavera ha giocato 6 mesi e con Alberto De Rossi si è tolto diverse soddisfazioni. Luciano Spalletti, all’epoca allenatore della prima squadra, spesso e volentieri lo aggregava con la prima squadra, apprezzandone le doti. Ancora troppo acerbo per fare il grande passo, la Roma lo mandò in prestito al Vicenza dove però non ebbe grande fortuna.

Joseph non si perse d’animo, anzi. Riuscì a trasferirsi in Romania nel FCU Cluj e nel Gaz Metan Media, ma anche lì la fortuna non è stata dalla sua parte. Allora il ritorno nella capitale, con l’obiettivo però di non arrendersi e trovare una squadra che gli avrebbe garantito minutaggio ed esperienza.

 

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Nella sua esperienza in giallorosso si è fatto voler bene da diversi componenti della prima squadra, tra cui Antonio Rudiger, Diego Perotti ma soprattutto Francesco Totti e Daniele De Rossi, da cui traeva ispirazione per cui aveva un debole, come anche mostrato sul suo profilo ufficiale Instagram.

La fine prematura di un indomabile leone

“Ieri sera dei ragazzi della Liberi Nantes sono usciti con lui, mi hanno detto che stava in perfetta forma. Questa mattina invece lo hanno trovato privo di vita. Non riusciamo a capire cosa sia successo, sembrerebbe un attacco cardiaco. Siamo tutti sconvolti”, le parole di Urbinati. 

A nemmeno 22 anni compiuti, il cuore di Joseph Bouasse Ombiogno Perfection ha smesso di battere. Lo stesso che, dopo un’infanzia e un’adolescenza impossibili, aveva gettato oltre ogni ostacolo inseguendo, senza mai arrendersi, il sogno di diventare un calciatore professionista.

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