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Fonseca: “A Roma sono stato accolto nel modo migliore. Ripresa? Sarà dura senza la Curva Sud” (VIDEO)

Il tecnico giallorosso: ” Sarà complicato vivere questo periodo lontano dai nostri tifosi che vivono la squadra con tanta passione”

L’allenatore della Roma Paulo Fonseca, intervistato da Roma TV, ha raccontato alcuni aspetti meno conosciuti della sua vita privata: dall’accoglienza a Roma fino alla musica, passando per il lockdown e l’amore per la città. Durante la lunga chiacchierata l’allenatore romanista ha anche parlato della ripresa del campionato, di come il calcio sta affrontando il Coronavirus e dei suoi sogni e obiettivi professionali. Queste le sue parole:

Come sei stato accolto? 
“Nel modo migliore, ho avuto un’accoglienza da parte del club e della città che mi ha sorpreso. Le persone sono state sempre affettuose e simpatiche. Sono uno a cui piace girare per la città, qualche giorno fa sono stato in centro fare delle foto. Le persone sono sempre simpatiche, mi piace vivere il centro per assaporare la cultura. Poter uscire per me è importante. Incontro sempre persone molto simpatiche. Tutti mi hanno fatto una buona impressione, trattandomi molto bene. Questo mi ha fatto amare ancora di più il vivere a Roma”.

C’è un luogo di Roma che ti rappresenta, a parte il supermercato?
“La fontana di Trevi è un posto in cui mi sento molto bene. Devo dire che prima di venire a Roma ho tirato una moneta nella fontana per gioco, ho espresso un sogno e si è avverato. Mi piace il Colosseo, Castel Sant’Angelo, piazza di Spagna. Mi piace passeggiare per via del corso, camminare con la famiglia a Villa Borghese. E io vivo vicinissimo a Villa Pamphili”.

Sai guidare la Vespa?
“Se ha il cambio automatico sì, penso possa essere una sfida romantica. Giro molto per Roma con mia moglie ma a piedi, non in moto. Mi piace vivere i luoghi più storici della città”.

Il 21 aprile, nel Natale di Roma, hai vinto il premio per la miglior interpretazione dell’inno. 
“Ho cantato molto male, ma penso di averlo fatto con sentimento. È una delle poche volte in cui ho cantato, ma penso di non doverlo rifare. Molti pensano che io suoni bene la batteria, ma non è così. Alla festa dello Shakhtar mi diedero una batteria, io ho sempre sognato di suonare uno strumento e potevo partire da lì. Ho iniziato a seguire corsi online, ma non riesco ad accompagnare na canzone. Spero di imparare altro quando ci sarà tempo. Al momento non sono abbastanza bravo per accompagnare una canzone”.

Roma ha una storia molto ricca, fatta di imperatori, artisti, pontefici. Cosa pensi della storia di questa città?
“Questa città rappresenta la storia, qui a Roma non c’è bisogno di entrare in un museo, la città è piena di storia ed è unica al mondo. Non possiamo dissociare la storia di Roma da ciò che è Roma.  qualcosa presente in tutti noi, specialmente per chi arriva da fuori come me. Si rimane sbalorditi di fronte alla storia e alla bellezza di questa città. Una volta arrivati è impossibile non voler scoprire di più di questi monumenti e della storia. Mi sono informato su ciò che tutto questo rappresenta per la città e più scopro, più mi interesso alla storia di Roma. È una bellezza unica, penso non esistano città come Roma”.

Hai vissuto qui uno dei peggiori periodi della storia mondiale, il coronavirus.
“Ho vissuto questo momento con grande tristezza per chi è scomparso e per chi ha perso qualcuno, poi con apprensione per tutti noi: abbiamo affrontato qualcosa di sconosciuto, che non eravamo capaci di controllare e non lo siamo anche ora. Ma l’ho vissuto anche con positività: per quanto mi riguarda ho vissuto il periodo con la mia famiglia. E’ certamente un periodo tragico che prima o poi supereremo, ma è un periodo che ci può anche insegnare molto. La verità è che, senza essere banale dicendo questo, da questo periodo dobbiamo imparare ciò che è veramente importante per la nostra vita”.

Hai contributo insieme al club ad aiutare chi era più in difficoltà.
“È stato molto gratificante, il club ha avuto un ruolo sorprendente in questo momento tragico ed ha trovato diversi modi di aiutare le persone in questi tempi difficili. È la prova che non è solo un club, come dice l’inno: la Roma è il cuore della città. Sono stato orgoglioso di ciò che la Roma ha fatto e di averne preso parte”.

Durante il lockdown ti sei dedicato a molte cose, hai visto serie tv?
“Mi sono dedicato a mio figlio e a mia moglie, ma devo confessare che sono stato dipendente da Netflix, mi piacciono le serie tv”.

Che serie stai guardando ora?
“Ozark, sono dipendente da questa ora, ma è successo con altre che guardo appena ho un momento libero”.

Sei anche molto alla moda, non sbagli un oufit, chi ti aiuta?
“Mia moglie è una specialista, ma anche a me piace molto. Amo i vestiti, le scarpe, sto attento alle ultime tendenze pur non seguendo da vicino tutte le novità di moda. Ma è un aspetto che mi piace molto, soprattutto le scarpe”.

Sei più fado o rock?
“Sono rock, anche se in certi momenti posso essere più fado. Non sono appassionato del fado tradizionale portoghese, amo molto di più il rock. Una cantante, Marisa, non fa proprio il fado tradizionale ma è splendido. Quando esco da Trigoria metto sempre le stesse 3-4 canzoni e mi fa bene. Ascolto molta musica, specialmente quando vado a Trigoria o torno a casa”.

Parliamo di ambito culinario. La cucina italiana è la migliore del mondo. Qual è il tuo piatto preferito?
“Mi piace la pasta, non ne sono ossessionato ma mi piace molto. Amo la cacio e pepe, così come altri piatti. Ma ho un debole per il pesce, è il mio cibo preferito. Vado spesso per ristoranti e ordino sempre del pesce. Oppure in casa, sono anche un bravo cuoco. So anche stirare”.

Sei l’uomo perfetto. Hai qualche difetto?
“È che sono uscito presto di casa, ho imparato a fare tutto. Cucinare è qualcosa che mi piace, quando ho tempo lo faccio volentieri, in particolare i piatti portoghesi”.

Cosa ti manca del Portogallo?
“Roma ha attenuato molto la nostalgia che sento del Portogallo. Il clima è molto simile, il carattere delle persone anche. Ovviamente mi mancano gli amici, la famiglia, le mie spiagge, la cucina. Ma la vita qui ricorda molto quella in Portogallo”.

Differenze tra Ucraina e Italia?
“Culturalmente è l’opposto. Le persone sono molto diverse, i latini sono influenzati dal passato. Ho amato molto l’Ucraina e le sue persone, grandi lavoratrici. Però c’è una differenza enorme. Vivere in Ucraina è stato unico. Il clima è molto freddo, nevica spesso. L’adattamento non è stato facile, ma col tempo mi sono abituato. Kiev è fantastica, ho ricevuto molto affetto. Lì ho conosciuto mia moglie e ho avuto mio figlio più piccolo. L’Ucraina è parte della mia vita”.

Gli ucraini sono freddi?
“All’inizio non sono molto aperti, ma quando li conosci sono onesti e affettuosi. Noi latini al primo contatto notiamo persone che non sono aperte come qui, ma conoscendoli scopri che sono persone molto cordiali”.

Il campionato sta ricominciando. Il ritorno sarà diverso con i protocolli da seguire, cosa è cambiato per te?
“Tante cose, dalla preparazione al modo di vivere lo spogliatoio, è tutto diverso. La Roma è stata veramente esemplare in questa situazione, seguendo tutte le indicazioni del protocollo, dalla divisione nelle rispettive stanze, al mangiare separati. Praticamente stiamo insieme soltanto in campo per allenarci, si fa attenzione a tutto. Immaginatevi cosa vuol dire non abbracciarsi durante una partita. Sono cose che in certi momenti ti rafforzano, hanno un’importanza emotiva. Tutto questo non ci sarà, sono curioso di vivere questo momento di maggiore distanza. Una distanza difficile da mantenere nel calcio: è difficile non avere contatti, non abbracciarsi, non complimentarsi con avversari o con gli arbitri. Mi è già capitato di giocare senza pubblico, è terribile non avere i tifosi: è un qualcosa che cambia una partita, la rende più triste e meno emotiva. A maggior ragione qui a Roma, dove la Curva Sud ci sostiene sempre in modo così caloroso, dando un sostegno importante alla squadra. Non potremo contare sulla forza che i tifosi ci danno nei momenti complicati. Sarà complicato vivere questo periodo lontano dai nostri tifosi che vivono la squadra con tanta passione”.

C’è qualche sogno che non hai realizzato?
“Ho sempre avuto la fortuna di essere ciò che desideravo. Da ragazzo sognavo di essere calciatore e lo sono stato, poi ho sognato di fare l’allenatore e lo sono diventato, sognavo di allenare un grande club europeo e lo alleno. A livello professionale mi sento molto realizzato. Adesso sogno di vincere trofei importanti, la Champions League o il campionato, uno dei principali campionati europei, come quello italiano. Più in generale sogno di essere felice ogni giorno, vivere la vita in modo tranquillo. Per me la felicità è essere felici anche fuori dal mondo del calcio”.

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1 mese fa

NOI TIFOSI DELLA ROMA ABBIAMO ACCOLTO TUTTI L ALLENATORI A BRACCIA APERTE CON CALORE NON SEI L ULTIMO A FONSECA ,,,,,

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