L’allenatore ai canali ufficiale del club giallorosso: “Indossare la maglia della Roma ĆØ stato un onore. Avevo la 5, che all’epoca significava Falcao…”
In vista di Udinese-Roma, ai canali ufficiali della Roma ha parlato Stefano Colantuono, in passato sulla panchina dei bianconeri e con una breve esperienza in giallorosso.
Girarono voci contrastanti sulla sua fede calcistica.
āNon scherziamo. La mia famiglia ĆØ romanista, io sono come loro. Da sempre tifo giallorosso. Tifo la Romaā.
Che effetto le fece partecipare a quel torneo in America?
āParliamo veramente della preistoria. TrentatrĆ© anni fa, ormai. Ma fu bello e gratificante. Indescrivibile, in alcuni momenti. Ebbi questa possibilitĆ di essere tesserato per la Roma per quel torneo estivo a Los Angeles. Viola fece una richiesta ufficiale allāAvellino, la mia squadra di appartenenza allora. E gli fu accordata la possibilitĆ di portare sia il sottoscritto, sia Dirceu. Entrambi ci eravamo messi in luce nellāAvellino, facendo un buon campionatoā.
Il torneo americano si esaurì in quattro partite. Lei ne giocò due.
āMi fece effetto portare il numero 5 sulle spalle. Nella Roma quella maglia aveva un significato particolare, soprattutto in quegli anni. Era sinonimo di Paulo Roberto Falcao. Ma io giocavo in difesa, in ogni caso. Non a centrocampo come il āDivinoā. Il mio esordio avvenne contro il Club America. Vincemmo 2-1 con doppietta di ZibƬ Boniekā.
Quello restaĀ il momento migliore?
āSenza dubbio molto emozionante. La cosa più bella di quella tournĆ©e fu quella di avere accanto grandi campioni come, appunto, Boniek. Ma anche Carlo Ancelotti, Bruno Conti, Franco Tancrediā.
Non ci fu un seguito, però.
āLāAvellino decise di non smantellare la squadra, che in campionato arrivò allāottavo posto proprio sotto la Roma settima. Io tornai alla base e la mia esperienza in giallorosso si concluse lƬā.
Poi, lāha affrontata solo da tecnico avversario.
āSƬ, in diverse occasioni. Lāultima fu particolare perchĆ© mi costò la panchinaā.
Da allenatore dellāUdinese.
āEsattamente, Udinese-Roma del marzo 2016. Vinse la Roma di Spalletti per 2-1. Era una squadra che andava a mille, veniva da sette vittorie consecutive e quella fu lāottava. Segnarono Dzeko e Florenzi. Per noi Bruno Fernandes, che ora sta facendo le fortune del Manchester Unitedā.
E come mai decisero di esonerarla? Non fu uno scandalo perdere contro un avversario tanto in formaā¦
āNon mi va di fare polemiche a distanza di anni, non lāho mai fatto in carriera. Posso dire che quella fu una decisione, a mio avviso, affrettata. Lasciai la squadra a cinque punti dalla terzultima. Secondo me, saremmo arrivati allāobiettivo della salvezza, come poi avvenne con De Canio alla guida. Pazienza, ormai ĆØ acqua passataā.
Oggi gli allenatori di Roma e Udinese sono Gotti e Fonseca. Che opinione ha dei due tecnici?
āGotti lo conosco meglio perchĆ© fu mio compagno di corso a Coverciano. Ć un allenatore capace e un ottimo conoscitore di calcio. Lo scorso anno ha fatto bene, portando lāUdinese ad una comoda salvezza. Fonseca lo posso giudicare solo da osservatore esterno. Sta facendo un buon lavoro, con qualche inevitabile difficoltĆ . Per me la Roma ha iniziato bene la stagione, con due prestazioni interessanti ā sul campo ā contro Verona e Juventus. Due squadre ostiche, due avversari non semplici. Per me può fare bene, la nuova proprietĆ ha progetti ambiziosi per il clubā.
Lei ĆØ tornato a lavorare per la Sambenedettese, invece.
āSƬ, come responsabile dellāarea tecnica. La Samb ĆØ la squadra che mi ha lanciato come tecnico e ci ho giocato anche da calciatore. Ć cambiata la societĆ anche qui, cāĆØ un presidente che vuole investire e rilanciare la squadra, mi ĆØ stata chiesta la mia collaborazione, in un ruolo diverso da quello di allenatore, ho accettato di buon grado. Voglio dare il giusto supporto al nostro tecnico, Paolo Montero, e dimostrare di saper fare anche un lavoro nellāambito societarioā.


