La guerra tra Armenia e Azerbaijan: dalla geopolitica al calcio come mezzo di propaganda (VIDEO)

Da Stalin all’appello di pace lanciato da Henrikh Mkhitaryan, l’analisi geopolitica e le conseguenze nel mondo del calcio armeno e azero. Ecco cosa sta accadendo nel Caucaso meridionale

Il Nagorno Karabakh: le origini e le cause del conflitto tra Armenia e AzerbaijanĀ 

Descrizione geografica dell’area del Nagorno Karabakh

Il Nagorno Karabakh ĆØ una regione situata nel Caucaso meridionale per una superficie totale di 8223 km² lungo la catena montuosa del Caucaso Minore. In lingua armena la regione prende anche il nome di Artsakh, mentre per gli azeri ĆØ nota come Dağlıq Qarabağ, traducibile in italiano come “giardino montuoso nero”.Ā Si tratta di un territorio prevalentemente montuoso con un’altezza media di 950 metri circondato dai Monti Mrav (a Nord), dall’altopiano del Karabakh (a Ovest), dal fiume Hakari e dalla piana di Aras (a Sud) e infine dalla piana del Kura (a Est). Dal 1991 il Nagorno Karabakh ĆØ occupato dalla Repubblica dell’ArtsakhĀ con il nome di Repubblica del Nagorno Karabakh con capitale Step’anakert;precedentemente, durante il controllo da parte dell’URSS, l’area aveva una superficie di 4400 km² ed era inclusa nell’Oblast’ Autonoma del Nagorno Karabakh.

Principali differenze culturali tra Armenia e Azerbaijan

In tutto il Caucaso i paesi confinanti tra loro hanno peculiaritĆ , tradizioni e valori estremamente differenti. Basti pensare che l’Armenia ĆØ un paese cristiano-ortodosso con una lingua che non ha familiaritĆ  note con il ceppo indoeuropeo; e l’Azerbaijan ĆØ un paeseĀ  musulmano sciita, inoltre la cultura azera ĆØ caratterizzata da una lingua dialettale turca. Tanto l’Armenia, quanto l’Azerbaijan hanno trascorso quasi un intero secolo sotto il dominio della Russia zarista, per poi avere brevi parentesi d’indipendenza e ritrovarsi nuovamente sotto influenza sovietica per circa 70 anni. Nel 1991, appena i due stati caucasici hanno ritrovato l’indipendenza, stavolta definitiva, non hanno perso tempo e si sono dichiarati subito guerra.

Origini e cause del conflitto

Le origini del conflitto possono essere fatte risalire alla ridisegnazione staliniana dei confini delle repubbliche sovietiche caucasiche tra il 1918 e il 1922.Ā Stalin, dando vita alle nuove repubbliche ha commesso volontariamente sin da subito un grave errore: ogni repubblica al proprio interno includeva minoranze etniche appartenenti alle confinanti aree geografiche. PerchĆ© abbiamo detto “volontariamente” e “grave errore”? PerchĆ© tale scelta ĆØ stata ponderata per ridurre al minimo il rischio di sviluppare sin da subito delle forti identitĆ  nazionali (e quindi volontaria); e perchĆ© Stalin ha attribuito la regione del Nagorno Karabakh alla neonata repubblica azera, sapendo benissimo che quella regione fosse costituita per il 75% da armeni.

Per questo motivo, allo sgretolarsi dell’URSS, non c’ĆØ voluto tanto tempo per assistere al conflitto tra Armenia e Azerbaijan per l’annessione del Nagorno Karabakh. Infatti, tra il 1992 e il 1994 si ĆØ consumata una guerra che ha costretto circa 1 milione di abitanti a fuggire dalla propria terra (anche se vanno registrati episodi a partire dal 1988 di violenza da entrambe le fazioni). Si stima che circa 300.000 armeni e 600.000 azeri hanno perso le loro case fuggendo oltre confine. Il conflitto andato tristemente in scena ha contrapposto da una parte l’esercito Armeno, la Repubblica dell’Artsakh e i Volontari armeni della Diaspora; dall’altra l’Azerbaijan ha trovato il supporto dei Mujaheddin afghani, della Repubblica cecena di Ichkeria e dei Mercenari del CIS.

Le sorti del conflitto pendevano sin da subito a favore dello schieramento azero, ma la coalizione armena ha avuto, per cosƬ dire, “la meglio”. GiĆ , perchĆ© non si può dire di aver vinto una guerra dove a perdere la vita sono stati 79.200 persone della fazione dell’Azerbaijan e 29.788 armeni, per un totale di 108.988 persone a cui vanno a sommarsi migliaia di civili la cui scomparsa non ĆØ stata nemmeno dichiarata.

L’esito del primo conflitto tra Armenia e Azerbaijan

Al “cessate il fuoco” mediato dalla Russia post-sovietica che si ĆØ fatta garante della pace tra i due schieramenti, l’Armenia ĆØ riuscita a mantenere non solo il Nagorno Karabakh, ma anche ad ottenere un territorio appartenente all’Azerbaijan che collega il Nagorno Karabakh ai confini armeni. Proprio in questa porzione di terra, si era fermato il conflitto tra Armenia e Azerbaijan. Ma a fermarsi ĆØ stato proprio tutto: il tempo e la politica internazionale. Soluzioni non sono mai state trovate e cosƬ, come un vulcano silenzioso, il conflitto ĆØ nuovamente scoppiato nelle ultime settimane.

Fonte: Afp

La nuova guerra tra Armenia e Azerbaijan, situazioni a confronto

QUI ARMENIA – Ai sensi del diritto internazionale, l’Armenia non ha diritto sul territorio che rivendica. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto agli armeni di ritirare il proprio esercito dal territorio, ma senza successo. Vero anche che l’Armenia non nutre alcun tipo di interesse nell’attirare le attenzioni dell’opinione pubblica internazionale su un territorio conquistato e occupato ormai da più di 26 anni. L’Armenia ĆØ inoltre un paese povero, militarmente più debole dell’Azerbaijan e con meno abitanti. Le possibilitĆ  che possa resistere ad una lunga guerra contro lo schieramento azero sono considerate molto basse.

Nikol Pashinyan.

Il premier armeno Nikol Pashinyan ha dichiarato che il Nagorno Karabakh, che lui ha chiamato con il nome armeno dell’area, Artsakh, “ĆØ Armenia, terra degli armeni”. Per Pashinyan la regione sta affrontando l’assalto combinato delle forze dell’Azerbaigian, della Turchia e di quelli che ha definito ā€œterroristiā€ dalla Siria. Il premier ha anche aggiunto che l’Armenia ĆØ pronta a fare ā€œconcessioni reciprocheā€ con l’Azerbaigian sul Nagorno Karabakh, in un’intervista alla Afp. “I conflitti devono essere risolti sulla base di mutue concessioni. Il Nagorno Karabakh ĆØ pronto e l’Armenia ĆØ pronta a concessioni a specchio che l’Azerbaigian ĆØ pronto a fare”.

QUI AZERBAIJAN – Al contempo, il dittatore dell’Azerbaijan, Ilham Aliyev, ha un bisogno politico piuttosto forte: la guerra per prolungare il regime dinastico della sua famiglia per la terza generazione consecutiva. Attualmente la dittatura di Aliyev non sta passando un momento sereno: l’opposizione ĆØ forte e la resistenza al regime dinastico ĆØ perpetua e si riversa quotidianamente nelle strade.

Ilham Aliyev.

La guerra all’Armenia, per Aliyev ĆØ il calmante patriottico sia per distogliere l’attenzione dai problemi interni, sia per placare l’opposizione stessa (il trauma della guerra nel Nagorno Karabakh ĆØ fondante dell’identitĆ  nazionale azera. L’intera identitĆ  nazionale del paese ĆØ stata costruita su questa perdita e, come tale, ogni escalation accende la speranza di un ritorno alle terre perdute). Militarmente ĆØ un paese più che organizzato e negli ultimi 20 anni ha moltiplicato le proprie ricchezze grazie alla disponibilitĆ  del petrolio.

Non solo Armenia e Azerbaijan, gli occhi della politica internazionale puntati su Erdogan e Putin

L’Armenia ĆØ alleata militarmente con la Russia, all’interno del territorio armeno viene ospitata una base dell’esercito russo, inoltre c’ĆØ un accordo di difesa tra le parti e quindi Putin non permetterĆ  che il popolo armeno venga travolto dall’Azerbaijan. Tanto l’Armenia, quanto l’Azerbaijan comprano le armi dalla Russia, motivo per cui sin dal 1991 si cerca di mantenere un equilibrio nei rapporti tra gli stati coinvolti.

A rompere questo equilibrio sul palcoscenico internazionale c’ĆØ la Turchia. Erdoğan potrebbe cambiare gli equilibri costringendo la Russia a esporsi molto più di quanto stia accadendo. Come giĆ  avvenuto in Siria e in Libia, emerge ancora una volta un conflitto tra le due potenze.

Dal 27 settembre 2020, Recep Tayyip Erdoğan ha sostenuto fortemente l’Azerbaijan nelle sue rivendicazioni territoriali, fornendo materiali e risorse umane. Come riportato da l’Internazionale, nelle ultime ore si starebbe addirittura parlando di un reclutamento di combattenti islamisti da parte della Turchia per rafforzare ulteriormente lo schieramento azero.

In questo nuovo fronte aperto nell’infinito rapporto ambiguo tra Russia e Turchia ecco che Armenia e Azerbaijan rischiano di trasformarsi in quel “giardino montuoso nero”, palcoscenico di conflitti geopolitici ancora più rilevanti.

Opinione pubblica nel mondo e sui social

Per quanto riguarda l’aspetto geopolitica e internazionale del conflitto:

  • Il Canada ha puntato il dito contro il governo di Erdogan bloccando nei fatti l’export di armi nei confronti dello stato anatolico.
  • La Russia e Assad accusano Erdogan di aver inviato miliziani jihadisti per combattere al fianco dell’Azerbaijan.
  • Amnesty International denuncia l’utilizzo di bombe a grappolo sui civili.

Le conseguenze nel mondo del calcio: stop ai campionati, a rischio le partite Europee del Qarabag. Il pallone come veicolo di propaganda politica

Calcisticamente parlando l’Azerbaijan ĆØ attualmente superiore all’Armenia, ce lo dice il ranking delle federazioni Uefa che vede gli azeri al 26^ posto della graduatoria con 19.000 punti, mentre l’Armenia si trova in 44^ posizione con 5.250 punti.

La prima conseguenza, ovvia, ma non scontata ĆØ stata la sospensione dei rispettivi campionati e di tutte le manifestazioni sportive.

QUI ARMENIA – La Premier League armena ĆØ stata sospesa dopo quattro giornate ufficiali di campionato (solo il Pyunik ne ha giocate 5). Il Van capolista con 3 vittorie e una sconfitta ha un vantaggio sul Noah, l’Urartu e l’Alashkert di 2 punti.


I campioni dell’Ararat-Armenia li troviamo solamente penultimi con 2 punti in 3 partite. Se la guerra dovesse prolungarsi per tutta la stagione la Uefa sarĆ  costretta ad esprimersi pubblicamente per prendere una decisione relativa ai club qualificati alle competizioni europee.

Nella stagione in corso nessun club armeno si ĆØ qualificato alla fase a gironi di Champions o Europa League. L’Ararat-Armenia ĆØ stata infatti eliminata dai preliminari di Champions League dall’Omonia Nicosia e infine dai Play-off di Europa League dalla Stella Rossa di Belgrado.

La squadra armena dell’Urartu ha pubblicato un video dove vengono ripresi i bambini del settore giovanile del club cantare una canzone in favore dell’esercito armeno:

Oggi alle 15:00Ā sarebbe dovuta andare in scena l’amichevole internazionale traĀ ArmeniaĀ eĀ Albania. La sfida, che avrebbe visto protagonisti due calciatori giallorossi, ovveroĀ Henrikh MkhitaryanĀ tra gli armeni eĀ Marash KumbullaĀ tra gli albanesi, ĆØ stataĀ annullataĀ dalla UEFA. La motivazione risiede nel conflitto che si sta consumando tra le forze armate armene e quelle dell’Azerbaigian, che si stanno contendendo la regione del Nagorno-Karabakh. La sfida amichevole infatti si sarebbe dovuta tenere in territorio armeno, ovvero nella capitale del Paese,Ā Yerevan. QUI IL COMUNICATO UEFA.

Il conflitto si ripercuoterĆ  inevitabilmente anche nella Nations League dove l’Armenia ĆØ stata inserita nella Lega C Gruppo 2 con Macedonia, Georgia ed Estonia. Le gare della nazionale armena saranno probabilmente portate lontane dai propri confini. Forse si tratterĆ  della Polonia.

QUI AZERBAIJAN – CosƬ come in Armenia anche in Azerbaijan sono state sospese le competizioni sportive tra cui la Premier League azera. Dopo 5 giornate il Zira risulta capolista con 10 punti frutto di 3 vittorie, un pareggio e una sconfitta. Solo sesto il Qarabag (su 8 posizioni totali, con 5 punti), unica squadra qualificata alla fase a gironi di Europa League 2020/2021. Proprio il Qarabag ĆØ stato eliminato ai rigori dalla fase preliminare di Champions League contro il Molde (dopo calci di rigore), per poi accedere ai gironi di Europa League eliminando i polacchi del Legia con un netto 0-3. Il girone sorteggiato vede il Qarabag nel Gruppo I con Villareal, Maccabi Tel-Aviv e i turchi del Sivasspor. Quest’ultimi hanno cosƬ accolto il sorteggio del girone sui social:

Difficile che la squadra dell’Azerbaijan possa disputare i giorni di Europa League nello stadio di Baku, più facile anche in questo caso una soluzione in campo neutro lontano dai propri confini.

Proprio il Qarabag sui social ĆØ molto attivo a supporto delle forze armate azere, sono tanti i tweet e gli annunci a sostegno del proprio esercito e in denuncia delle azioni militari dell’Armenia. Eccone alcuni esempi:

Anche l’Azerbaijan, cosƬ come l’Armenia, ĆØ coinvolta nella Nations League nella Lega C Gruppo 1 con Montenegro, Lussemburgo e Cipro e le proprie gare casalinghe saranno con ogni probabilitĆ  programmate in campo neutro.

Senza per forza schierarsi nell’ennesimo conflitto internazionale mai risolto, l’auspicio per noi amanti dello sport in quanto mezzo per unire (e non per dividere), ĆØ quello che si possa mediare in breve termine una risoluzione pacifica tra Armenia e Azerbaijan tornando ad osservare solo ed esclusivamente le meraviglie che queste terre hanno da offrire e tornare soprattutto a vedere gli stadi pieni in un clima di festa. In tal senso, seppur ovviamente possa risultare fazioso, ĆØ utile l’appello a scopo pacifico lanciato dal calciatore armeno della Roma Henrikh Mkhitaryan (QUI).

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