Le parole dell’agente Fifa riguardo la circolare dell’Agenzia delle Entrate
Una circolare dell’Agenzia delle Entrate, riguardo al regime fiscale agevolato per i calciatori che arrivano in Italia dopo aver giocato almeno due anni all’estero, ha spiegato come questa tassazione ridotta (prevista dal Decreto Crescita) non sia attuabile a causa dell’assenza di un Dpcm attuativo. Della situazione ha parlato aĀ Gianlucadimarzio.com Valerio Giuffrida, agente Fifa e dottore commercialista:
“Faccio una premessa. Quando ieri mi hanno dato la notizia sembrava di quelle che possono creare un solco fra prima e dopo. Il Decreto Crescita ĆØ stato recepito come una manna dal cielo per il calcio italiano perchĆ©, concedendo alle societĆ uno sgravio fiscale pari al 50% delle imposte dovute sugli stipendi, ha permesso ai Club italiani di competere nelle operazioni di calciomercato con i club inglesi e spagnoli che notoriamente hanno una potenza di fuoco maggiore che gli ĆØ data da differenti entrate per diritti televisivi e differenti altre entrate a vario titolo. Quindi unāeventuale perdita di efficacia (peraltro ex post) della norma agevolativa avrebbe un effetto altrettanto (se non più) dirompente e contrario. Peraltro in un momento storico che vede i club giĆ ‘toccati’, se vogliamo usare un eufemismo, dagli effetti del Covid. Io, sarĆ che sono un eterno ottimista, ma mi illudo che tutto ciò alla fine non accadrĆ , per lo meno non in questi termini“.
Le societĆ rischiano davvero di dover restituire all’agenzia i soldi messi a bilancio?
“Ritengo che le societĆ a bilancio non abbiano ancora provveduto ad inserire il beneficio economico dato dal risparmio fiscale del 2020 ma che lo stesso si manifesterĆ soltanto una volta che il calciatore sia rimasto in Italia per due anni consecutivi, essendo tale condizione richiesta dalla norma perchĆ© la stessa possa essere applicata. Quindi non penso ad effetti immediati sui bilanci del 2020 ma a politiche finanziarie conservative che i Club potrebbero adottare per il futuro fino a quando non si capirĆ come evolverĆ questa situazione. Vorrei dire che le Circolari dellāAgenzia delle Entrate sono degli atti di āparteā ma sappiamo bene che le societĆ di calcio non si arrischieranno in contenziosi, continuando ad utilizzare sulle prossime operazioni unāagevolazione fiscale che di fatto ĆØ stata considerata (dallāAgenzia) inapplicabile. Mi auguro quindi che le nuvole vengano scacciate prima dellāimminente avvio del prossimo calciomercato”.
Si può fare una stima di quanto rischiano di dover restituire i Club? Potrebbero riavere gli stessi soldi indietro una volta emanato il Decreto attuativo?
“Leggo in giro che le societĆ sono soggette a sanzioni oltre al recupero della differenza dāimposta. Invece questa ĆØ la classica fattispecie nella quale non possono essere addebitate sanzioni perchĆ© di fatto i Club si sono affidati ad una norma emanata da un Governo e non hanno commesso alcuna violazione e tanto meno negligenza che possa dar luogo a sanzioni tributarie. Sullāimposta invece il rischio cāĆØ ed il recupero sarebbe chiaramente pari alle imposte risparmiate, ovvero al 50% delle imposte totali. Facendo un esempio pratico, su uno stipendio netto di un milione, con il Decreto Crescita il Club ĆØ tenuto al pagamento, fra stipendio e tasse, di circa 1.400.000 mentre senza Decreto Crescita il dovuto ammonterebbe a 1.800.000 circa. Uso appositamente il condizionale perchĆ© penso che questa storia non si esaurirĆ con la Circolare n. 33/2020. Aggiungo infine che, seppur si usano dei modelli āstandardā di contratti economici fra Club e calciatore, in realtĆ non tutti seguono le stesse dinamiche”.


