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Mimmo Ferretti

Friedkin, è l’ora delle parole e delle scelte

Dopo la batosta in Coppa Italia ora servono i fatti

Che cosa hanno fatto di male i tifosi della Roma per meritarsi tutto questo? Quale colpa devono espiare?
Prima la terrificante sconfitta nel derby, poi l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dello Spezia C e, in contemporanea, l’ennesima figura da dilettanti allo sbaraglio della dirigenza (e probabilmente non solo della dirigenza) incapace di rispettare le regole, forse perché non le conosce. Un incubo. Intollerabile.
Non è possibile che la Roma, squadra e società, sia riuscita (ancora una volta) a ricoprirsi di ridicolo e a far ridere l’Italia intera per quello che è successo nelle ultime due partite. Roba da record, ma non c’è assolutamente nulla da festeggiare.
Anzi, c’è da prendere di petto, al volo, la situazione e passare i fatti. Magari con l’intervento in prima persona di Dan e/o Ryan Friedkin, che nella Roma hanno investito una marea di soldi e che non possono tollerare certe scempiaggini.
E che, per mille motivi, adesso devono far sentire la loro voce.

Si può perdere una partita, se ne possono perdere anche due ma mai e poi mai si può perdere sistematicamente la faccia.
E la Roma, prima con il caso Verona e poi con il pasticciaccio dei cambi, la faccia l’ha persa due volte.
E questo, ne converrete, i tifosi non lo meritano assolutamente. Da qui l’obbligo di intervenire.
Di riportare la Roma a essere una squadra/società vera, non finta e falsa.

Come è possibile che certe cose accadono praticamente soltanto alla Roma? Di chi è la colpa?
Perché non si è stati capaci di evitare figuracce di portata internazionale?
Giocare una brutta partita rientra nei rischi di chi fa calcio, ma finire sulle prime pagine dei giornali per aver fatto un cambio in più non è accettabile. Significa non saper fare il proprio lavoro. E i Friedkin non possono passarci sopra. Costi quel che costi. Senza guardare in faccia nessuno. Nessuno degli uomini a stipendio.
La Roma viene prima di tutto e di tutti, dirigenti, allenatore e giocatori.
E perciò la Roma va tutelata prima di ogni altra cosa.

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