Resta in contatto

Mimmo Ferretti

Roma-Spezia 4-3: doppio Borja e il magnifico Lorenzo. Le pagelle di Mimmo Ferretti

Vittoria all’ultimo respiro per i giallorossi

PAU LOPEZ  4

Goffa, anzi ridicola la “parata” che favorisce il gol del primo pareggio dello Spezia firmato Piccoli. Un errore scolastico, elementare, non degno di un portiere di Serie A. Il resto non conta.

KUMBULLA  4,5

Sta sul centro-destra e sta sulle tracce di Farias. Talvolta fatica a reggere la linea difensiva, ma nell’azione che porta al primo pari dello Spezia è più sfortunato che somaro. Nettamente deficitario, invece, nell’azione che porta Farias alla seconda rete degli ospiti. In chiaro ritardo di condizione.

SMALLING  4,5

Prima gli tocca l’agile Piccoli, che va in gol (lui un po’ disattento), poi lo statuario Galabinov: sbaglia tanto, e in maniera clamorosa in occasione della terza rete dello Spezia.  Aridatece il vecchio Chris!

IBANEZ  6

Duello anche tattico, lì sulla corsia di sinistra, contro Gyasi. Con l’aiuto costante di Spinazzola, stavolta. E con la Roma che spesso non difende solo a tre. Il più affidabile dei tre centrali, a gioco lungo. 

KARSDORP  7

La Roma gioca soprattutto a sinistra e l’olandese per molti tratti del primo tempo la fa da spettatore in attesa di un pallone come si deve. Appena gliene arriva uno, a due passi dalla linea bianca della porta dello Spezia, firma la sua prima rete in Italia. 

VILLAR  6

Lo Spezia lo marca a uomo, lo spagnolo fatica a trovare sistematicamente lo spazio giusto per il suo palleggio. Un passo in avanti per la sua crescita, comunque.

VERETOUT  6,5

Anonimo, nella prima frazione, lì a centrocampo. Si annulla, annullandolo a sua volta, il suo avversario diretto, ma in termini pratici porta poco alla fase di costruzione della Roma. Ripresa di tutt’altro spessore, più dinamico e tatticamente molto dentro il gioco. Se lui va, la Roma va.

SPINAZZOLA  7

Tenta più volte lo sprint, ma la gamba – che in avvio non appare elastica – non lo aiuta a fare bella figura. Quando semina tutti, offre a Karsdorp la palla del terzo gol romanista. E poi si ripete nell’azione che porta al gol di Pellegrini. Ripresa con il piede pigiato sull’acceleratore, e la Roma costruisce tanto.

CARLES PEREZ  4,5

Molto non lo vedono, molto di più lui non si fa vedere. Nel primo tempo gioca (gioca?) una partita tutta sua, quasi inutile. Nel secondo tempo sale di tono, ma sbaglia in maniera grossolana un gol praticamente a porta vuota.

PELLEGRINI   8

Offre l’assist per la rete di Borja Mayoral e nel primo tempo dà l’impressione di essere l’unico in grado di inventarsi qualcosa sulla trequarti della Roma. E impegna severamente Provedel dal limite. Nella ripresa gioca di sacrificio prima di confezionare, in pienissimo recupero, la pesantissima rete della vittoria. Da capitano vero. 

BORJA MAYORAL  8

Alla prima palla buona, supera con un tocco preciso Provedel portando in vantaggio la Roma. Firma di gran classe la doppietta, poi si pappa in maniera puerile il terzo gol. Errore importante, ma non determinante ai fini della vittoria finale. Ma va ricordato il tocco da principe che mette in azione Spinazzola nell’azione che porta al gol di Karsdorp.

CRISTANTE  6

Per Villar dopo la seconda rete dello Spezia. Non benissimo: troppo basso. Ma, se non altro, innesta Spinazzola in verrticale 

BRUNO PERES 6+

Rileva Karsdorp, esausto, a dieci dalla fine. Dà l’assist giusto e con lucidità per la rete da tre punti di Pellegrini.

DIAWARA  SV

Partecipa a modo suo al finale pirotecnico.

FONSECA   7

La Roma vince e chiude il girone d’andata a 37 punti, con una sconfitta a tavolino. Lui è con la Roma, la Roma è con lui. La corsa l’uno verso l’altra, dopo la rete di Pellegrini, è la foto del sabato. E forse non solo.

 

15 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

15 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Mimmo Ferretti