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Lo Shakhtar Donetsk di Castro: la solita colonia brasiliana alla conquista dell’Europa

La Roma di Paulo Fonseca pesca lo Shakhtar Donetsk agli ottavi di finale di Europa League

Non un sorteggio facile, senza dubbio ostico ma non impossibile. Speriamo possa essere un piacevole deja-vu per i giallorossi che nell’ultima occasione li buttarono fuori dalla Champions League.
Andiamo alla scoperta della squadra ucraina di Luis Castro, successore di Paulo Fonseca.

LA SQUADRA

Il tecnico lusitano, che ha ereditato dalla gestione Fonseca un gruppo di qualità, ha cambiato il modo di stare in campo.
Dal consueto 4-2-3-1, a volte ancora utilizzato, attualmente gli ucraini si dispongono con una sorta di 4-1-4-1: Trubin è il punto di riferimento tra i pali, Dodo a destra, Matvienko a sinistra e Kryvtsov e Vitao sono i due centrali, età media davvero bassa.
C’è poi Maycon a fare da schermo al reparto arretrato, mentre alle spalle del falso nueve, Junior Moraes, agiscono solitamente Solomon, Marlos, Alan Patrick e Taison.

LA STAGIONE

Rispetto allo standard che li ha visti dominare il campionato ucraino negli ultimi anni (campioni in carica da ben 4 anni), quest’anno sta andando in scena un testa a testa con la Dynamo Kiev: al momento gli arancioneri sono secondi ad un punto dalla vetta, anche se si sono imposti nello scontro diretto dell’8 novembre (0-3).

In Europa League sono arrivati come terza del girone B di Champions League (a quota 8 con il Borussia Monchengladbach).
Ai sedicesimi di finale si sono sbarazzati del Tel Aviv nel doppio confronto: dopo lo 0-2 dell’andata, il rigore di Moraes ha chiuso la contesa e fissato il risultato totale sul 3-0.

LO STADIO

Lo Shakhtar continua a giocare fuori sede per i problemi socio-politici legati alla città di Donetsk.
E’ lo NSK Olimpiyskiy di Kyiv ad ospitare le gare casalinghe dei ragazzi di Castro. Ristrutturato nel 2012, nel 2018 ha ospitato la 63ª finale di Champions League vinta dal Real Madrid per 3-1 contro gli inglesi del Liverpool.

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