Da Juve a Juve, Zaniolo ha vinto i suoi tormenti: “Roma, ci sono”

Contro i bianconeri nel gennaio 2020 iniziò il calvario di Zaniolo

Che cos’è la normalità? A volte, nel calcio, anche poche righe di notiziari, come quelle che ora raccontano: “Nicolò Zaniolo si è allenato in gruppo, in vista della partita contro la Juventus“. Tutto semplice, persino banale, se dietro questa frase non si nascondesse una delle storie più vive che il calcio italiano ha raccontato negli ultimi tempi.

Quella di una ragazzo di vent’anni che, proprio sfidando i bianconeri, poco più di un anno e mezzo fa ha cominciato a conoscere il lato oscuro del mondo. Prima i lustrini, col famoso pizzino di Paratici che, nel gennaio 2019, rivelava la voglia della Juve di averlo per 40 milioni. Poi il buio degli infortuni. Intorno a Nicolò, in 19 mesi si sono alternate tante persone, ma sono 4 quelle cardine che possono raccontare le altimetrie emotive dei giorni amari e lieti. Il passaggio all’inferno è stato doppio, perché due sono le date chiave intorno alle quali ruota tutto: 12 gennaio e 7 settembre 2020. Quelle in cui cede prima il ginocchio destro e poi quello sinistro. Fra quei due momenti, c’è di tutto. Il dolore, certo, ma anche la speranza tracotante di chi dice: “Torno presto”. Poi il lavoro oscuro, logorante, che Netflix avrebbe voluto immortalare in un documentario. Ma c’è altro: il primo vero amore, la voglia di accelerare i tempi.

Cose che normalizzano Zaniolo fino al rientro in campo ufficiale contro il Napoli, che sembrava aver reso la sua parabola simile a quella di tanti altri. Ma il destino non fa sconti, così è in Nazionale che Nicolò cade una seconda volta. Stavolta i parallelismi sfioriscono come le speranze. Non è un caso che mamma Francesca raccontati: “Aveva pensato di smettere“. E papà Igor spieghi: “Nicolò stava male, temeva di non tornare più come prima”. Il giro di ruota della vita, stavolta, è grande. Si cambia città, chirurgo, protocollo di recupero. Anche nella Roma cambia tutto. Agli incoraggiamenti di Pallotta si sostituiscono quello dei Friedkin. La fretta, però, è parola bandita dal vocabolario, sostituita da fiducia. Quella che Mourinho gli dimostra ancora prima di sbarcare a Roma. Per il resto, intorno al corpo di Zaniolo si muove il meglio.

Un intervento al naso gli rende più facile la respirazione, mentre l’aumento della massa muscolare sul tronco gli consente di gestire al meglio la potenza enorme delle gambe. A incoraggiare Zaniolo, però, c’è un aneddoto privato che gli ha regalato Francesco Totti. “Dopo l’infortunio del 2006, avevo cominciato il campionato e, pur tirando sempre, non riuscivo a segnare. Poi, all’8a giornata finalmente ce la feci e non mi fermai più, vincendo la Scarpa d’Oro“. Ecco, la prossima, sarà proprio il turno di Serie A numero 8, con la Juventus come avversaria. Se il destino avesse intenzione di chiudere il cerchio, è il momento giusto. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

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