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Mihajlovic: “Mourinho? A Roma è complicato, radio e tv determinano il clima”

Le parole del tecnico del Bologna

Parla Siniša Mihajlović, intervistato sulle colonne de “Il Corriere dello Sport”. Il tecnico fa il punto sulla Serie A, situazione Covid e parla della Roma di Mourinho.

Hai suggerito tu all’Asl emiliana di fermarvi?
“Io volevo giocare”

Proprio come il tuo amico Djokovic.
“Le regole sono regole e devono essere rispettate, ma….”

Ma cosa?
“Questione spinosa. Secondo me sono stati gli organizzatori i primi a sbagliare. Avrebbero dovuto attenersi alle indicazioni del governo, rispettando la legge e evitando di garantire a Nole la presenza nel torneo. Se è partito per l’Australia vuol dire che qualcuno gli aveva assicurato che c’erano le condizioni per concedergli l’esenzione. Per come la vedo io, Djokovic è la prima vittima, non il principale responsabile di questo casino. Penso inoltre che tutto andasse risolto internamente, tra lo Stato di Vittoria e il governo centrale, ridicola la messincscena del numero uno del tennis mondiale che rimane bloccato nell’hotel dei rifugiati… Certo, quello che è successo potrebbe avere anche una luce sulla condizione dei rifugiati, che non mi sembra il massimo. Ripeto, le leggi si rispettano. Così facendo hanno trasformato Nole nel paladino dei no vax”.

Lui, peraltro, si è sempre dichiarato contrario ai vaccini.
“Io sono per la libertà di scelta, che però può comportare degli effetti anche spiacevoli”.

Spiegati meglio.
“Da noi Sansone non voleva vaccinarsi. Nessuno lo obbligava. Tuttavia, se il regolamento impone le tre dosi per giocare o le fai o stai fuori. Io dico che devono vaccinarsi tutti, ma dopo la terza dose eliminerei i tamponi. La terza dose riduce Omicron a poco più di un’influenza, lo ripetono gli esperti ed è nei fatti, e se hai l’influenza stai a casa fino a quando non passa, non puoi condannare gli atri a fare lo stesso”.

Sei stato cercato anche dall’Inter, dalla Roma, dal Napoli. 
“Sono come la bella Cecilia, tutti lo vogliono e nessuno lo piglia. Ogni tanto penso che se fossi andato alla Juve avrei vinto anch’io, tu che dici? Da calciatore ho ottenuto tutto, da allenatore mi sono preso qualche bella soddisfazione e sono sicuro che prima o poi arriverà anche il grande club. Il Milan è una top, ma nel mio periodo lo era un po’ meno”.

Le difficoltà di Mourinho ti sorprendono?
“Allenare a Roma non è come allenare a Torino o Milano, è molto più difficile, è complicato controllare i giocatori, le radio e le tv romane sono presentissime e fanno opinione, talvolta determinano il clima. Roma è immensa, a Torino ci sono quattro gatti e meno distrazioni, lì è più semplice. Al Nord ci sono anche i soldi, il potere”.

Il potere economico, quindi?
“E quello politico. A Roma gli ultimi a vincere sono stati Eriksen e Capello, e avevano grandi squadre e c’era l’influenza del Giubileo. Comunque quella Lazio e quella Roma avrebbero potuto vincere di più”.

Anche tu sei convinto che quest’anno rivincerà l’Inter?
“Mai detto. Io spero che a vincere sia il Napoli”.

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