Torna a parlare di Mourinho e di Roma l’ex tecnico giallorosso Fabio Capello: “Serve tempo”
Fabio Capello, tecnico campione d’Italia con la Roma nel 2001, ha parlato sulle frequenze di New Sound Level 90FM.Ā Si ĆØ espresso su JosĆØ Mourinho e sul momento attuale dei giallorossi. Ecco le sue parole:
Cosa pensi dellāoperato di JosĆØ Mourinho?
āMourinho ha bisogno di almeno un anno di ambientamento, la Roma ĆØ una sfida per lui. Lāho sempre ammirato e rispettato. La Roma ĆØ stata una sfida anche per lui, io credo debba capire dove sta lavorando e credo abbia bisogno di almeno un anno per entrare nei meccanismi e dopo possiamo discutere sul suo operato. Sia Sarri che Mourinho credo si stiano prendendo un anno di studio. Per quanto riguarda i suoi atteggiamenti ritengo che ognuno esprima la propria trance agonistica come meglio crede.ā
Un ruolo in societĆ per Fabio Capello?
āI Friedkin non mi hanno mai cercato. La mia sfera di competenza da dirigente sarebbe lāarea tecnica. Non sono mai stato contattato dai Friedkin, neanche uno spifferino di qualcuno che sia venuto da me a chiedermi qualcosa per la Roma. La mia parte comunque sarebbe un ruolo nellāarea tecnica dove credo di avere lāesperienza e la capacitĆ per esprimermi al meglio. La cosa più importante, come per i giocatori, ĆØ stare in un posto in cui rendono al meglio.ā
Zaniolo?
āA Zaniolo non manca nulla. Potrebbe essere lāuomo in più per la Nazionale. A lui non manca niente, gli manca solo di star bene con le ginocchia. Io ho lavorato una vita per mantenere una muscolatura per giocare fino a 34 anni dopo i miei infortuni. Lāunica cosa che gli auguro ĆØ stare a posto con le gambe per esprimere tutto il suo talento. Anche per la Nazionale, soprattutto per le assenze di Chiesa e Spinazzola, Zaniolo rimane lāunico che può dare quel qualcosa in più alla manovra offensiva dellāItalia, cosƬ come Chiellini sarebbe lāarma in più dietro.ā
Cosa pensa della volata a tre per lo Scudetto?
āSe si punta a tutti i trofei le energie si spendono e poi i risultati si vedono in campo. Non siamo abituati a giocare a certi ritmi e a certe intensitĆ e non possediamo rose ampie come quelle delle altre squadre che permettano agli allenatori di mantenere sempre lo stesso livello anche coi cambi. Comunque ĆØ chiaro che il turno internazionale infrasettimanale faccia spendere tantissimo alle squadre italiane.ā


