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Boniek: “Zaniolo? Il problema è capire se intende sfruttare le capacità che ha per la squadra”

Boniek Abraham

Zbigniew Boniek ha rilasciato un’interivsta: le sue parole su Mourinho e Zalewski, poi un commento su Nicolò Zaniolo

Zbigniew Boniek, centrocampista della Roma dal 1985 al 1988, ha rilasciato una lunga intervista a Il Messaggero. Ecco le sue parole su Josè Mourinho, Zaniolo e sul momento attuale della Roma:

Nei convocati della Polonia ci sarà spazio anche per Zalewski?

Nicola è certamente un calciatore monitorato. So che il ct Michniewicz lo sta seguendo e vuole venire a Roma per vederlo giocare dal vivo. Il ragazzo ha tutto per fare bene: tecnica di base, velocità, salta l’uomo. Mourinho gli ha poi ritagliato questo nuovo ruolo di laterale, sta facendo benissimo. Ha il futuro davanti a sé, dipende da lui saperlo sfruttare.

Ad inizio stagione, chiedeva ad Abraham di essere più cinico sotto porta. Ora l’inglese la convince un po’ di più?

Mi ha sorpreso, lo ammetto. È volenteroso, tenace, ambizioso, forte fisicamente. Non lo facevo così pronto a sacrificarsi per la squadra. Veramente bravo. Ma un applauso va fatto anche a Mourinho perché in pochi mesi lo ha trasformato.

A proposito dello Special: adesso si vede la sua mano.

José è l’uomo giusto. Se la Roma arrivasse quarta, sarebbe un miracolo. Se arriverà, come penso, dal 5° al 7° posto bisognerà accettare il verdetto e pensare che il progetto è triennale. Non dimentichiamo però che c’è la Conference League. Sarebbe importante vincerla per proseguire nel processo di crescita.

Cosa manca alla Roma per competere con le prime?

Semplice, 3-4 calciatori che possano rinforzare l’organico.

In questo organico include Zaniolo?

Non lo so, di certo è un ragazzo che ha un grande potenziale. Il problema è capire se queste capacità intende sfruttarle per se stesso o per la squadra. Le qualità enormi che possiede, dovrebbero rappresentare un quid in più per la Roma, non per lui. E invece quando ha la palla, vuole sempre partire in progressione e fare tutto da solo. Nel calcio non funziona così.

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