Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rassegna Stampa

Mou, show e veleni: El Shaarawy ferma il Napoli al 91′

Il Faraone gela il Maradona

Di Bello c’è la Roma di Mourinho, di brutto c’è Di Bello che con qualche scelta discutibile frena la rincorsa dei giallorossi al quarto posto. Quella del Napoli per lo scudetto è finita ieri sera al minuto 91′ quando El Shaarawy ha alzato la cresta segnando il gol del meritato pareggio dopo un’azione corale e il tacco di Abraham. Un altro ingresso geniale di Mou che raccoglie il 12° risultato utile consecutivo nonostante la stanchezza post Bodo e le maggiori motivazioni della squadra di Spalletti lontana ora 4 punti dalla vetta.

La partita era stata sbloccata da un rigore causato da Ibanez e segnato da Insigne (in lacrime a fine gara). Il Napoli ha gestito bene per venti minuti rischiando pure il raddoppio. Poi è salita la Roma, soprattutto grazie all’ingresso nella ripresa di Mkhitaryan. Come detto, però, anche Di Bello si è reso protagonista. Prima il mancato rosso a Zanoli per l’entrata killer su Oliveira, poi il giallo esagerato a Zaniolo (Dai fenomeno, ha urlato il numero 22) con squalifica per l’Inter e infine un rigore nemmeno rivisto per intervento scomposto di Meret sullo stesso Nicolò uscito per un problema alla caviglia che non preoccupa. Mourinho ha provato le ultime mosse dopo l’errore di Abraham sotto porta. Mosse vincenti. Il gol è arrivato grazie agli ingressi di Perez ed El Shaarawy (3° gol oltre il 90′ quest’anno) e ha permesso alla Roma di provare anche l’assalto finale negli ultimi secondi.

Mou a fine gara è una furia: “Sono orgoglioso dei miei ragazzi. Ci sono squadre che giocano per vincere lo scudetto, noi no, ma abbiamo il diritto di giocare per vincere le partite e oggi ci è stato tolto. Il signor Di Paolo e il signor Di Bello: ho avuto vergogna di essere lì per loro. Ci vuole un po’ di rispetto. La mia squadra è fantastica, dopo la partita di giovedì e di oggi, il campo sembrava l’Everest. Grande condizione fisica e mentale della Roma. Volevamo di più ma era difficile uscire da qui con un risultato utile”.

L’ex Spalletti replica: “Io alla mia panchina dico di comportarsi bene, gli altri vengono e si comportano come se fossero la squadra di casa. Se tornassi indietro non lo direi, perché è evidente che ci siano delle pressioni”. Lo scrive “Leggo”.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa