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Amarcord, 16 agosto 1930: nasce a Vercelli Luigi Giuliano. Uno degli eroi della Coppa delle Fiere

Dal Torino alla Roma, il grande cuore di Luigi Giuliano. Dalla tragedia di Superga alla Coppa delle Fiere con la Roma

Da Vercelli al Grande Torino e la Tragedia di Superga

Luigi Giuliano nasce il 16 agosto del 1930 a Vercelli, dove cresce calcisticamente nel club locale (la Pro Vercelli). E’ chiaro da subito che è una grande promessa del calcio italiano e su di lui si posarono immediatamente gli occhi del Torino. Nel 1948 arriva infatti la chiamata di Novo, uomo che ha costruito il Grande Torino. Il suo esordio con i granata è memorabile visto che segna il gol vittoria contro il Bologna. Luigi Giuliano non prese parte al tragico volo per Lisbona che si concluse sul muraglione della Basilica di Superga. La tragedia inevitabilmente scosse tutto il mondo del calcio, figuriamoci un compagno di squadra. Nonostante il danno emotivo partecipò alla ricostruzione del Grande Torino. Mediano grintoso e dotato di grande tecnica. Con la maglia granata ha totalizzato 125 presenze e 12 reti tra il 1948 ed il 1954.

L’approdo in giallorosso e la Coppa delle Fiere

Sacerdoti lo portò in giallorosso per 80 milioni di lire e il club granata si separò da Giuliano a malincuore. Nella Roma diventa uno degli elementi più continui di tutta la Serie A, in giallorosso arriva per lui anche l’esordio in nazionale. Gioca 142 gare in giallorosso con 9 reti, diventando uno dei beniamini della tifoseria.

Le ultime stagioni nella Roma sono tormentate da due gravi infortuni alle ginocchia ma questo non gli impedisce di far parte, nella stagione 1960-1961, della squadra che vince la Coppa delle Fiere. Sigla il primo gol della Roma nella competizione nella partita contro il St. Galloise, terminata 4-1 per la Roma.

Dopo il calcio giocato: allenatore in Grecia e dirigente in giallorosso

Ritiratosi dal calcio giocato intraprende la carriera di allenatore facendo anche un’esperienza all’estero. Per due anni, infatti, allena l’Egaleo, squadra di Atene all’epoca militante nella massima serie greca. Rientrato in Italia entra a far parte del team di allenatori che, alle dipendenze della FIGC, curano la preparazione dei calciatori durante l’assolvimento del servizio di leva obbligatorio. Dopo tale esperienza con la FIGC entra negli organici della Roma dove si dedica ai giovani allenando nel corso degli anni tutte le squadre del settore giovanile fino alla primavera, vincendo anche un titolo di Campione d’Italia con la squadra Allievi nel 1982-1983. In seguito passa dietro la scrivania come dirigente della Roma ma nel dicembre del 1993 a causa di male incurabile si spegne.

 

 

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