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ESCLUSIVA – João Tomás (ex Betis): “L’assenza di Wijnaldum pesa come un macigno, Mou ha una marcia in più”

Le parole dell’ex attaccante degli spagnoli

È stato il primo numero 9 di José Mourinho, all’epoca del Benfica. João Tomás fu di centravanti di quel giovane tecnico portoghese reduce dall’esperienza come viceallenatore al Barcellona. Pochi mesi insieme, 9 partite e 8 gol messi a registro, poi le dimissioni dello Special One. Un anno e mezzo dopo, Tomás tenta l’esperienza in Liga al Betis, anche se le cose non vanno come vuole lui (34 gare, 7 reti). Oggi fa il direttore sportivo alla Torreense e, per tenersi aggiornato, segue più partite internazionali possibili. Queste le sue parole in esclusiva a Siamolaroma.it:

João, partiamo dalla sua ex squadra, il Betis

“Recentemente sono andato a Siviglia a seguire gli allenamenti di Pellegrini, sono stato qualche giorno, ho visto anche una partita casalinga dei Verdiblancos. Analizzando quelle giornate, sono rimasto davvero impressionato: il Betis è cresciuto veramente tanto rispetto a quando c’ero io. Adesso c’è una struttura societaria molto forte, una buonissima progettazione, Pellegrini è un tecnico eccellente, lo dice la sua storia. Credete che i loro risultati siano casuali? Assolutamente no, non è una coincidenza, è il frutto di un lavoro mirato”.

Il segreto è stato proprio puntare su un tecnico di alto livello?

“Non so rispondere. Sicuramente avvalersi di un allenatore come Pellegrini fa molta differenza, ma il discorso è più ampio. Il Betis adesso è una realtà forte in Spagna, può battere anche le grandissime come il Real, l’Atletico, il Barcellona, non è più una squadra che ha solo il derby col Siviglia da giocare. Hanno vinto la Coppa del Re lo scorso anno, potrebbero fare un ottimo cammino in Europa in questa stagione, non rimarrei sorpreso”.

Lei è stato il primo centravanti di Mourinho: che ricordo ha di quella esperienza? E’ cambiato tanto da allora?

“(ride, ndr) Siamo stati insieme poco tempo, qualche mese. José già all’epoca aveva una marcia in più, sapeva valorizzare al 100% l’organico a disposizione, era di un altro livello, impressionava per il tipo di preparazione. Certo, non ti posso dire che ero sicuro che avrebbe vinto così tanto e che sarebbe diventato uno dei migliori allenatori della storia del calcio”.

Sta seguendo la Roma vista la presenza del mister? Stanno avendo difficoltà recentemente

“Se togli un giocatore come Wijnaldum, fai fatica. L’olandese è un elemento fondamentale per José e la sua assenza sembra passare sottotraccia, ma in realtà è pesante come un macigno. Mi sono documentato sulla partita con l’Atalanta e anche lì la Roma è stata sfortunata perché ha dovuto rinunciare nel riscaldamento a un fuoriclasse come Dybala. Perdere 3 volte nelle ultime 5 gare può diventare un campanello d’allarme da non sottovalutare, però la situazione va analizzata nel complesso”.

Mi dica

“La Roma è una squadra forte che ha iniziato un percorso che ha già portato una vittoria e sono convinto che il club sia entrato in un’epoca vittoriosa”.

Vincerà altri trofei? Sta dicendo questo?

“Con Mourinho può succedere di tutto, la Roma ha un bel futuro davanti a sé, ripeto, è una squadra forte. Ha già vinto la Conference, ha inserito giocatori di livello internazionale, come ad esempio Matic, che non dobbiamo certo presentare. Non so se possa vincere lo Scudetto o lottare per aggiudicarselo, il campionato è un percorso a tappe, lunghissimo, estenuante. In Europa, però, ha già dimostrato di poter arrivare in fondo e, nel bene o nel male, la Roma questo turno lo passerà, non so se da prima o da seconda, ma arriverà alla fase successiva e lì potrà diventare pericolosissima per le avversarie”.

A cura di Flavio Maria Tassotti

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