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Sabatini: “De Rossi era già un allenatore in campo e dimostrerà in fretta di poter essere un grande”

Le parole dell’ex ds giallorosso

Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista a calciomercato.it, parlando della Roma e dell’avventura di Daniele De Rossi come allenatore. Queste le sue parole:

L’operazione Rui Patricio le è parsa giusta?

“Non intervengo sulle questioni di mercato delle altre società perché non è corretto, sono un dirigente e non un giornalista. Spesso la gente non mi capisce su questo punto, ma io non faccio il giornalista quindi non intervengo sulle operazioni fatte da altre squadre, o meglio intervengo quando le operazioni sono da applausi, perché mi piace condividere la bellezza di un’operazione, ma sugli altri non intervengo”.

Ha visto Roma-Napoli?

“È evidente che l’ho vista, perché era la partita. Il Napoli gioca meglio in Europa, perché si gioca un calcio più apertoe  dà più spettacolo. Contro le squadre più chiuse fa un po’ più di difficoltà, ma è stata una bella partita. Per quanto riguarda la Roma mi sembra una scelta quasi definitiva a livello di gioco e non riguardante la singola partita, è una scelta di Mourinho che l’ha portato prima al quarto posto, ora al quinto, quindi in posizioni che competono alla Roma”.

Un dirigente e un tecnico che l’hanno stupita in particolare?

“Ce ne sono veramente molti di dirigenti che stanno facendo molto bene. Per quanto riguarda gli allenatori non sono originale e dirò Spalletti. A parte l’aver lavorato con lui, il Napoli gioca un calcio che ristora l’anima e lo spirito, poi di dirigenti ce ne sono diversi giovani che stanno sgomitando dietro. Quello che ha fatto Giuntoli a Napoli non lo definirei miracolo calcistico perché sarei irriverente, però il lavoro è sicuramente eccellente. Non ha solo preso giocatori importanti, ma ha ripulito la rosa, che è un lavoro difficilissimo e lo dico per esperienza. Sono state fatte scelte coraggiose, credo che a lui in particolare vada un elogio”.

Il discorso plusvalenze?

“Le plusvalenze fatte bene sono una cosa elementare, perché sono fatte attraverso transazioni dirette dei giocatori senza interferenze di altro genere. Se scambio due giocatori chiaramente creo una plusvalenza fasulla. Non so se è questo il capo d’accusa per la Juventus, ma in passato molte società ci sono cadute. Ho avuto la fortuna nella mia storia di non dover mai fare questo tipo di costruzione, ho avuto la fortuna di gestire calciatori che si vendevano da soli. Non ero particolarmente abile nelle cessioni, ma ho avuto ragazzi che hanno costruito le loro fortune calcistiche e poi sono stati messi sul mercato per le loro caratteristiche e con un incasso diretto”.

De Rossi? Terrebbe Dzeko in squadra?

“De Rossi è molto sfortunato, perché io avevo detto che qualsiasi squadra avessi trovato in Serie A lo avrei preso De Rossi in panchina. Lui era già un allenatore in campo e dimostrerà in fretta di poter essere un grande allenatore anche in Serie A. È un allenatore vero e dimostrerà nel giro di un anno di essere un tecnico da Roma e da grande squadra in Serie A. L’ho dichiarato pubblicamente: se prendo una squadra in Serie A prendo De Rossi. Dzeko è un ragazzo che non perderei mai perché è un uomo leale, un giocatore corretto, un grande uomo, se la squadra ha bisogno di giocare palloni alti si fa trovare, se c’è bisogno di palleggio si fa trovare, è un gran compagno di squadra e quindi un valore aggiunto. Io dirigente un giocatore come Dzeko lo tengo sempre, ma dico anche come sempre che i dirigenti dovrebbero stare zitti, sono altri che devono parlare”.

Accetterebbe un’offerta in Spagna o Inghilterra?

“Certo che potrei accettare, con la speranza di non dover viaggiare molto perché nella mia vita ho già viaggiato troppo. Radonjic? È un talento straordinario che deve capire le linee di corsa che lo portano negli spazi dove poi può agire negli uno contro uno, ma certe prestazioni e giocate che ora fa con Juric un mese fa non le avrebbe mai fatte. Se continuerà a farle diventerà un campione”.

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