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Frattesi: “La Roma è tutto. Prima o poi coronerò il mio sogno”

Le parole di Davide Frattesi

Dopo il mancato trasferimento in estate, Davide Frattesi torna a parlare della Roma in una lunga intervista a “Il Corriere dello Sport”.

La giovane Germania.

Giovane? Per noi. Musiala ha 19 anni ma ha già fatto 100 partite nel Bayern. Solo in Italia un calciatori di 19 anni è considerato giovane. E noi di ragazzi bravi ne abbiamo, guardate ora Miretti e Fagioli. È un discorso culturale, in questo ragioniamo in modo diverso dagli altri.

Questo meccanismo l’ha penalizzata?

Quando la Roma decise di vendermi al Sassuolo ci rimasi male perché speravo di vivere tutta la carriera lì. È stata un’ansia da distacco. Ma razionalmente ho capito la logica della società che doveva chiudere una trattativa (per Defrel, ndi). E sono contento della strada che ho fatto. Ho girato tanti posti e ho sempre giocato, raggiungendo un buon livello di maturità.

L’estate scorsa, seconda beffa.

Sì, stavolta ero convinto che fosse tutto fatto. E ho già spiegato di aver pagato questa delusione con un ritiro estivo inadeguato, irrispettoso verso il Sassuolo. L’allenatore, Dionisi, mi ha dovuto allontanare un paio di volte dall’allenamento perché non ero concentrato. Giusto così. D’altra parte anche qui, capisco la Roma: non poteva aspettare tutta l’estate per prendermi. E capisco il dottor Carnevali: non poteva smantellare la squadra e aveva già incassato tanti soldi da Scamacca e Raspadori.

Non era questione di denaro invece tra Frattesi e la Roma.

Ma scherziamo? Ti racconto questa. Quando il mio procuratore Giuseppe Riso discuteva del contratto con Tiago Pinto, io gli ho dato una botta con il gomito per fargli capire che non me ne fregava nulla di un euro in più o in meno. Volevo solo giocare nella Roma.

Vuole ancora?

Certo. E prima o poi sento che ce la farò. Anzi, come si dice dalle mie parti, je la faccio.

Già a gennaio?

Non credo, perché penso che il Sassuolo adesso abbia bisogno di me, magari in estate sì. A Riso l’ho detto (ride, ndi): hai fatto i contratti di Mancini e Cristante, ora tocca pure a me! Scherzi a parte, io al Sassuolo sto bene e ho grande rispetto del club e dei tifosi che mi hanno sempre trattato benissimo.

È solo la voglia di tornare a casa o c’è dell’altro?

La Roma è tutto per me. Sono nato a Fidene, a cento metri dal mio amico Scamacca. L’idea di segnare un gol all’Olimpico con quella maglia, davanti a tutte le persone che mi vogliono bene, completerebbe il mio percorso. Sarebbe come dire: ecco, ora ce l’ho fatta.

Ma lei ha giocato anche in Nazionale. Quale soddisfazione se l’è già tolta.

Quello è un sogno che viene mano mano, quando cominci a giocare. La Roma c’era prima.

E se le offrono un’altra squadra?

Qualcosa c’era anche l’estate scorsa, le proposte non mancano. Ma io ho espresso una preferenza.

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