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Quei malumori di Nicolò: oltre il rinnovo c’è di più

I dirigenti giallorossi non vogliono rinnovare il contratto a Zaniolo. Ecco perché vuol andar via

Oltre il contratto c’è di più. Nicolò Zaniolo andrà via non sol perché la Roma, prima con Fienga e Petrachi e adesso con Tiago Pinto, non gli ha rinnovato, e non gli rinnova, il contratto.

I dirigenti non volevano, e non vogliono, dare al ragazzo uno stipendio superiore ai 4 milioni quando il campo dice altro. E chi gestisce il ragazzo sa benissimo che le radici del malessere di Nicolò sono più profonde. Lo sanno anche i tifosi, che hanno amato questo calciatore, tanto bravo quanto sfortunato, fin dal primo giorno. Ma adesso sono stanchi.

Perché lo strappo di ieri arriva al culmine di tre anni in cui Nicolò è stato sempre supportato. E anche sopportato quando, con il ritorno in campo che sembrava un miraggio, faceva parlare di sé solo per le vicissitudini extra-calcio. Che, va ricordato, nascevano tutti dai sui profili social in cui raccontava ogni cosa.

In questi anni c’è stato un ragazzo che si è operato due volte alle ginocchia, ha avuto in due occasioni il Covid, si è sentito bacchettare da allenatori, dirigenti e bandiere e non si è mai sentito un top player. La società che, mediaticamente, secondo lui puntava su altri giocatori, anche se poi in realtà gli venivano sempre organizzate interviste con testate internazionali.

E poi il ruolo in campo mai così chiaro, la scelta di non essere considerato il leader della squadra dopo il gol di Tirana, gli scatti nervosi, le parole di Pinto che lo avevano gelato: “Non posso garantire che Zaniolo resterà”. Poco importa che fossero frasi di facciata, le classifiche da mercato: Nicolò voleva che la Roma lo blindasse. E la Roma non lo ha blindato. Lo scrive il “Corriere dello Sport”.

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